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La Quadriennale 2020

Una mostra bella da vedere, ben curata e molto rappresentativa dell’arte contemporanea italiana. La Quadriennale di Roma oggi ha presentato la tanto attesa Fuori, la mostra ”ammiraglia” al Palazzo delle Esposizioni, con la sua selezione di 43 artisti, di varie generazioni, ma per la maggior parte italiani. E quello che ne esce è una panoramica assolutamente convincente della scena contemporanea nazionale. Per farlo si è ricorsi alla potenza di grandi protagonisti quali Lisetta Carmi, Silvia Bonvicini o Maurizio Vertugno e Cuoghi Corsello e le compiante Nanda Vigo e Cinzia Ruggeri; affiancati dai più contemporanei, tra cui spiccano il lavoro di Diego Marcon, già presentato alla Fondazione Prada, le tele di Diego Gualandris, la stanza di Benni Bosetto, Valerio Nicolai,Simone Forti e molti altri.  

Non tutti i lavori sono inediti, ma nel complesso la mostra funziona, offrendo una lettura molto coinvolgente dell’attualità, dalle tematiche legate al recente lockdown, alla condizione femminile, al movimento Black Lives Matter, alla funzione dell’arte, il potere, l’erotismo, la vita. Il tutto affrontato con un lampante ricorso alla multidisciplinarietà, che emerge comunque in modo armonico, a testimonianza che forse sarebbe il momento di cominciare a declinare arte al plurale, dando particolare risalto all’efficacia dell’intreccio tra le arti, dall’arte visiva al design, alla moda, al cinema, al teatro, alla scenografia. Tutto molto coerente, tranne il titolo, il cui vero significato arriva debole, salvato solo dalla lettura in chiave Covid che gli si può dare.
In realtà a vedere questa mostra viene in mente che le arti dovrebbero stare più ”dentro” di quanto non siano attualmente: dentro ai Palazzi del potere, dentro la testa di chi governa, dentro alle priorità di chi siede nelle stanze dei bottoni, dentro alle agende politiche, dentro i piani di investimento delle aziende pubbliche e private e dentro al dibattito sociale e politico italiano. Questa mostra dimostra che se lo meriterebbero davvero.

Foto Filippo De Majo x Inside Art

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