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Talent Prize, vince Fonassi

Francesco Fonassi, artista bresciano classe 1986, è il vincitore della tredicesima edizione del Talent Prize, il premio internazionale di arti visive organizzato da Inside Art e realizzato grazie al sostegno della Fondazione Cultura e Arte, ente strumentale della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, di cui il Prof. Avv. Emmanuele F.M Emanuele è il Presidente Onorario.
La giuria ha assegnato il primo premio all’opera Salvatici, un’installazione sonora con la quale l’artista romano si aggiudica un riconoscimento in denaro di 5mila euro. Francesco Fonassi è un nome già noto al sistema dell’arte, il suo lavoro e la sua approfondita ricerca sono già sfociati in importanti mostre in Italia e all’estero. La sua opera ha messo d’accordo tutti componenti della giuria per la sua elaborazione, attinenza e capacità di stabilire un equilibrio organico ed efficace tra differenti linguaggi espressivi.

L’installazione è composta da due sculture, copie delle colonne per una macchina processionale della Basilica di Santa Maria in Trastevere, che sono gli elementi centrali di diffusione sonora dell’elaborazione audio di diversi contenuti sorgente: la registrazione derivante dalla collaborazione con una fisarmonicista e due tracce provenienti da una collezione privata di dischi in gommalacca a 78 giri. Le linee melodiche e i bassi aerei della fisarmonica si intrecciano e plasmano con un canto di guarigione congolese dando vita a un respiro affannoso, concentrato, intento a enunciare una formula di cura e di contagio che le colonne ripetono e rimbalzano, in una continua eco, come cassa di risonanza una dell’altra. Sedotto dalla voce di questa coppia, lo spazio si contrae e si gonfia, teso dall’enigmatica vibrazione di un’intensità.

I FINALISTI
La giuria ha anche selezionato i nomi dei nove finalisti: Marco Strappato, Giovanni Vetere, Pamela Breda, Simone Cametti, Diego Gualandris, Diego Miguel Mirabella, Giulio Bensasson, Caterina SilvaBea Bonafini. Quest’anno, inoltre, in via del tutto eccezionale, si è voluto individuare, tra i finalisti, un secondo e terzo classificato, come segno di riconoscimento di una ricerca convincente e prospettica. Si tratta di Pamela Breda (secondo posto) con The Unforseen, un film sperimentale parte di un progetto più ampio volto all’analisi su come la realtà virtuale stia ridefinendo la nostra vita individuale e collettiva e di Giulio Bensasson (terzo posto) con The future is bright, un’installazione effimera composta da fiori bianchi dipinti sui quali si legge una scritta destinata a scomparire. Un’illusione che crolla, lasciando di sé solo una eco.

LA GIURIA
La selezione è stata elaborata dalla giuria composta da Ludovico Pratesi, curatore e critico d’arte, Federica Pirani, storica dell’arte e responsabile della programmazione mostre della Sovrintendenza capitolina, Marcello Smarrelli, direttore artistico della Fondazione Ermanno Casoli, Anna d’Amelio Carbone, direttrice della Fondazione Memmo Arte Contemporanea, Guido Talarico, direttore ed editore di Inside Art, Anna Mattirolo, Delegato alla ricerca e ai progetti culturali speciali Scuderie del Quirinale, Peter Benson Miller, Direttore dei rapporti istituzionali e internazionali della Quadriennale di Roma, Gianluca Marziani, curatore e critico d’arte, Cesare Pietroiusti, Presidente Palaexpo, Chiara Parisi, direttrice Centre Pompidou-Metz, Roberta Tenconi, curatrice Pirelli Hangar Bicocca Milano e Luca Lo Pinto, Direttore del MACRO.

I PREMI SPECIALI
Come per ogni edizione, si aggiungono al vincitore e ai finalisti anche i premi speciali, conferiti dai sostenitori del concorso. Fondazione Cultura e Arte ha istituito quest’anno un premio dedicato a un artista emergente e uno dedicato a un nome internazionale del panorama artistico. Per la categoria Emergenti è stata selezionata Federica Di Pietrantonio con il dipinto Does the body know, un’opera che porta alla collisione virtuale e reale, trasponendo su tela l’esperienza nata da un videogioco. Per la categoria Internazionali vince invece il premio l’israeliana Lavy Gili con il video Furlong, che analizza il valore e il significato di misurare e mappare la terra, un’azione frenetica alla ricerca di zone sconosciute, forse immaginarie, che mostra i segni che i cambiamenti storici e politici hanno lasciato nel tessuto geologico.
Il premio speciale UTOPIA, la società leader in Italia nell’attività integrata di Relazioni istituzionali, Comunicazione, Affari legali & Lobbying, è stato assegnato invece a Luca Di Luzio per Atlas ego imago mundi, serie di disegni realizzati dall’artista utilizzando il suo corpo come matrice per creare mappe di luoghi immaginari.
Infine il Premio Speciale Inside Art se lo aggiudica Giulio Alvigini per il lavoro Anti Artworld Artworld Club, una bandiera a metà strada tra l’estetica brandizzata e lo slogan da stadio, che rappresenta la riflessione portata avanti dall’artista (e manifestata con toni ironici anche sui social) sulle logiche, le isterie e le contraddizioni che caratterizzano la struttura del mondo dell’arte.

Al vincitore, ai finalisti e ai premi speciali sarà dedicata una mostra (prossimamente la comunicazione su location e data). A loro verrà anche dedicato un approfondimento sul magazine Inside Art, in uscita nel mese di novembre. 

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