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La terra, il cielo, i corvi

”C’è da dire che nel marzo del 1943 i monasteri delle isole Solovetskij, sul mar Bianco, non erano già più un gulag, ma una base militare. Rinchiudevano però alcuni prigionieri di guerra, scelti tra i più giovani e in forze da diversi campi sparsi per il paese. Portati lì per scavar fossati e costruire baracche e fortificazioni. E uno di questi ero io”. È l’incipit dell’atteso, nuovo graphic novel di Teresa Radice (testi) e Stefano Turconi (disegni e colori). Edito da Bao publishing, La terra, il cielo, i corvi – cartonato, 208 pagine, 20 euro – rappresenta l’ottimo ritorno, nelle fumetterie e librerie, degli autori di Il porto proibito (2015) e Non stancarti di andare (2017), entrambi pubblicati dalla Bao. Ambientato in Russia – siamo, appunto, negli anni Quaranta – il racconto verte su tre fuggitivi che scappano da un carcere in Russia; uomini assai differenti tra loro, mossi da pulsioni dissimili, quasi inadeguati ad una comprensione reciproca, che cercano riparo da qualcosa che (purtroppo) conoscono fin troppo bene. Ma ignari, al contempo, della destinazione finale. Dunque, con incerte speranze sul futuro. È lo spirito di sopravvivenza a fare da legaccio tra i ”nostri” – un soldato italiano, l’alpino Attilio Limonta, il caporalmaggiore tedesco Volker Werner detto Fuchs (”volpe”), il secondino russo Ivan Pavlovic Mostovskoij, in breve Vanja, ostaggio dei primi due – che si trovano costretti a stare insieme, a condividere parte del cammino, provando a comprendersi a vicenda (con quale esito spetterà al lettore scoprirlo), rilevando lati di sé impensati. ”Sapevo di dover agire prima del disgelo, prima dello scioglimento dei ghiacci che avrebbe riportato le Solovetskij all’isolamento completo. Non so cosa mi spinse a dare un’accelerata al destino esattamente quella notte, ma so che cambiò tutto ciò che venne dopo”. Tre destini che, in modo inevitabile, si incrociano (quasi a scontrarsi); tre giovani uomini che si troveranno, loro malgrado, a compiere delle scelte, muovendosi a temperature proibitive alla ricerca del senso profondo dell’esistenza, aggrappandosi all’idea di un futuro diverso, poiché il presente – fatto di guerra e sangue – sfregia qualsivoglia ideale e certezza. Così lontani, così vicini. Nel romanzo a fumetti La terra, il cielo, i corvi Radice e Turconi – è deliziosa la loro pagina instagram ”la casa senza nord”, o meglio «covo creativo», come la definiscono i due – catapultano il lettore in un’altra epoca (per gli autori, questo aspetto, non è inedito) direttamente nella Seconda Guerra Mondiale, all’epoca della drammatica campagna di Russia. Accompagnati dagli autori – «si incontrano nel 2004. Lei, per vivere, scrive storie; lui le disegna. Si piacciono subito, si sposano l’anno seguente», riporta la bio – andiamo alla scoperta di tre personaggi (e delle loro storie) che hanno più cose in comune di quanto possano mostrare e dimostrare. Personalità distanti anni luce accomunate da una straordinaria umanità. La stessa che contraddistingue Radice e Turconi, che nel caso di La terra, il cielo, i corvi hanno alzato ancora di più l’asticella emotiva, umana e artistica, che li lega ai lettori. Affascinanti citazioni letterarie (si spazia dai lavori di Mario Rigoni Stern, militare e scrittore sopravvissuto alla ritirata di Russia, è scomparso nel 2008 alle opere di Lev Nikolàevič Tolstòj, autore di romanzi come Guerra e pace e Anna Karenina, è ritenuto il maggiore scrittore della letteratura russa) per Radice, rimandi dall’arte di Rien Poortvliet – pittore e disegnatore olandese, in particolare noto per aver illustrato i volumi sugli gnomi scritti da Wil Huygen – per Turconi, abile nel dipingere ad acquerello le tavole sopra alle matite. L’immersione è totale.

Info: www.baopublishing.it

 

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