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Marvel in mostra

«I fumetti sono le favole per gli adulti». Parola di Stanley Martin Lieber, fumettista, editore, produttore tv e cinematografico newyorkese, scomparso a Los Angeles nel 2018 all’età di 96 anni. Il suo nome non vi dice nulla? La ragione è semplice: lo conoscete con lo pseudonimo di Stan Lee. Noto, in particolare, per essere stato il presidente nonché il direttore editoriale di Marvel comics – per la quale ha sceneggiato numerose storie a fumetti – il papà di Hulk, Spiderman, Devil (nome originale Daredevil), ma anche degli X-men e di molti altri beniamini amati dai nerd (e non solo) di tutto il mondo, viene omaggiato (insieme ai suoi personaggi) nell’esposizione accolta presso Wow spazio fumetto a Milano. Fino al 6 gennaio, infatti, il museo del fumetto, dell’illustrazione e dell’immagine animata ospita Amazing, ottant’anni (e più) di supereroi Marvel. Una mostra, appunto, incentrata sul percorso della casa editrice fondata da Martin Goodman a New York nel 1939 (è questo l’anno del primo albo a fumetti con la parola Marvel nella testata), una realtà professionale destinata a mutare radicalmente la storia della nona arte, dando vita a una serie di figure indimenticabili: dai già citati X-men, Spiderman, Hulk, Daredevil a Iron man, Capitan America, Thor, Ant-man, Wasp passando per i Fantastici quattro e numerose altre figure (non soltanto nuovi eroi, ma anche nuovi malvagi) sotto la guida attenta di rilevanti sceneggiatori e disegnatori intramontabili. Una vera e propria cavalcata editoriale che prosegue, inarrestabile, ancora oggi, grazie anche all’importante filone legato ai numerosi film e alle serie animate e tv che viaggia di pari passo. In rassegna oltre ottanta tavole originali di maestri del calibro di Olivier Coipel, Neal Adams, Jack Kirby, Steve Ditko, John Buscema, Steve McNiven, Jim Steranko, John Romita Sr., John Byrne, John Romita Jr., Bill Sienkiewicz, Rob Liefeld, Jim Lee (senza dimenticare i rilevanti italiani che, negli ultimi anni, si sono distinti per la loro arte come Claudio Castellini, Simone Bianchi e Gabriele Dell’Otto). Alla fine degli anni cinquanta furono proprio Dikto, Kirby e lo stesso Stan Lee gli artefici della rivoluzione in casa Marvel. Spiega Alessandro Ruggieri, docente di sceneggiatura e fumetto presso la Scuola romana dei fumetti: «La celebrazione della ”casa delle idee” serve a ricordare il grande debito che ha il nostro mondo verso la Marvel e soprattutto verso Stan Lee». Prosegue: «È infatti mediante le sue creazioni che la figura del supereroe compie un importante passo evolutivo, mostrando le proprie debolezze e avvicinandosi così ai suoi lettori. Peter Parker (Spiderman) è orfano e vittima dei bulli della scuola, Matt Murdock (Devil) è cieco, Bruce Banner (Hulk) non controlla la sua forza, Tony Stark (Iron man) è costretto in un’armatura». Supereroi con super-problemi? «Certamente – replica – poiché il merito di icone come queste, nonché di tanti altri personaggi mascherati creati dal ”sorridente” Lee a partire dal 1961, è quello di essere più umani e meno super. La lotta non è più esclusivamente contro malvagi oppositori altrettanto potenti, ma anche contro le difficoltà della vita quotidiana in un contesto più che mai attuale». La mostra Amazing, ottant’anni (e più) di supereroi Marvel presenta al pubblico anche una serie di albi originali (grazie all’archivio della fondazione Franco Fossati e a importanti collezionisti), manifesti, memorabilia, gadget, pannelli esplicativi e tutto quanto può supportare il visitatore, non solo quello più appassionato e preparato, a capire in toto un percorso tanto lungo quanto suggestivo, scoprendo – tavola dopo tavola – l’arduo iter creativo che si cela dietro alla nascita e al destino di un supereroe. Una corposa timeline espositiva che fa da raccordo ad avvenimenti unici. Senza dimenticare i monitor installati che consentono di ripercorrere la storia della Marvel al di fuori delle pagine a fumetti, tra disegni animati, tv, videogame e cinema.

Info: www.museowow.it

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