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Jacopo Rinaldi, la sua mostra da Brace Brace si ispira a Gaetano Bresci

Jacopo Rinaldi si è ispirato a Gaetano Bresci per la sua mostra che inaugura stasera. Un ciclo di opere inedite che deriva da uno studio approfondito di una figura molto importante ancorché dimenticata della storiografia contemporanea, quella di Bresci, l’anarchico che uccise il Re Umberto I il 29 luglio del 1900. Il lavoro di Jacopo Rinaldi nasce da un’analisi storica che, per alcuni aspetti metodologici, si avvicina alla freddezza degli studi forensi e costituisce la prima tappa di una ricerca più ampia. L’artista si relaziona alla figura di Bresci con uno sguardo laterale e rigoroso, facendone affiorare un aspetto inedito, ossia il fulcro della ricerca: l’interesse dell’anarchico regicida per la fotografia. Il progetto si intitola Iio sono un disgraziato il mio destino è di morir in prigione strangolato e prende le mosse da un dialogo diretto con alcuni elementi pre-esistenti nello spazio, evidenziando la doppia natura del luogo: studio e spazio espositivo. 

L’intervento di Jacopo Rinaldi, sottile ed avvolgente, si configura con la presenza di opere inedite, la prima edizione de ”Gli Anarchici” di Cesare Lombroso, elemento chiave incastonato nelle pareti dello spazio, e una pubblicazione prodotta da Brace Brace con il contributo di Ivan Carozzi, Marta Federici e Alessandro di Pietro.

L’ARTISTA
Jacopo Rinaldi, artista e ricercatore, classe 1988, vive e lavora tra Roma e Milano. Il suo lavoro cerca di mettere in discussione l’ideologia dietro a forme consolidate di conoscenza. Diversi suoi lavori riguardano archivi, database, la fotografia e l’immagine in movimento.

Info: https://bracebrace.space/

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