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Una collettiva dedicata all’inconscio e alla memoria

Remember Rekorda. È questo il titolo del nuovo progetto a cura di Giacomo Guidi in programma dal 10 giugno al Contemporary Cluster. Una mostra in cui, con i lavori di Paolo Assenza, Fabrizio Segaricci, Matteo Sanna, Nico Mingozzi, Nicola Bertellotti, Fabrikode, Sileno Cheloni e Alioscia Bisceglia, si riflette sul tema dell’ inconscio e della memoria. Un inconscio dominato da immagini, residui, tracce rimosse, pensieri e parole che ci sono apparentemente sconosciuti ma che rimandano a qualcosa di estremamente profondo che sedimenta in noi. E una memoria, ricca di ricordi, che ci riporta lì dove siamo stati bene, nei momenti più bui e in quelli più luminosi. Da questo dialogo emerge dunque un rapporto nostalgico in cui dolore e gioia diventano totem del passato ma in cui anche l’abbandono ha il gusto dolce della malinconia. La collettiva, spazio sarà attraversato nella sua verticalità, anche da un viaggio sensoriale che scandaglierà l’emotività dei fruitori: odori, suoni, immagini per creare uno stato emotivo di viaggio, di transfer.
GLI ARTISTI

Sileno Cheloni, noto maître parfumeur italiano, presenta un’installazione che vuole riattivare l’olfatto, in una ricerca arcaica interiore, nei profumi e odori che hanno rimandi alla nostra spiritualità, al nostro io interno.
Nicola Bertellotti, fotografo di luoghi in cui il tempo si è fermato, prosegue il viaggio nel ricordo  attraverso gli scenari di  in cui solo la natura ha avuto il coraggio di intromettersi, creando un’estetica della rovina (tipico archetipo della psicanalisi).
Nico Mingozzi, artista dell’objet trouvé, tramite la sua tecnica di rimodulazione e rigenerazione di foto storiche, racconta, invece, una storia passata: fotografie ritrovate, oggetti d’epoca originali che l’artista va ad alterare come se entrasse in connessione temporale con il personaggio della foto, creando l’estetica di un fantasma, di uno spirito, di una presenza.
Fabrizio Segaricci, invece, articola una narrazione per brevi ed epigrammatiche analogie al fine di restituire con forza, ma anche con poesia, contraddizioni storiche, sociali e personali, legate anche al territorio, raccontando storie di quella che è una cultura, di quello che erano un borgo, di quello che era un popolo che abita un luogo.
Paolo Assenza, pittore di tradizione, sceglie la tecnica del colore velato e stratificato per trasformarlo in un filtro temporale, fotografia di un sogno sfuggente, ultima immagine prima del risveglio.
Matteo Sanna, utilizza l’archetipo del vaso, il vaso come cultura, come contenitore dell’esperienza della vita, come ventre, come cranio, come stratificazione della memoria, ove al suo interno tempo, coscienza ed emozioni vengono riposte e conservate.
Fabrikode, designer avantgarde retro, riporta questi concetti nei suoi abiti, caratterizzati da un’allure nostalgica, dal rapporto di chi eravamo, dalla memoria del vestire che diventa memoria dell’essere.
Infine, Alioscia Bisceglia (Casino Royale), da sempre artista e ricercatore del suono, creerà per la mostra una sonorizzazione ambientale, come un catalizzatore di emozioni e flussi di ricordo. Un viaggio nella memoria per ricordare e non scordare.

Info: Contemporary Cluster, Via dei Barbieri, 7, 00186, Roma

 

 

 

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