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Fase2. Cultura, si riparte?

Tutto in una notte, ieri sera i ministri hanno raggiunto l’accordo e oggi il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto rilancio tanto atteso, che regola, di fatto, la cosiddetta fase2 dell’emergenza coronavirus. Un provvedimento che si è fatto attendere forse un po’ troppo, ma che adesso interviene in maniera incisiva nei vari settori produttivi dell’economia italiana, tra cui la cultura. Ora resta solo un nodo: la burocrazia degli anelli operativi del processo decisionale, i cui tempi, se dilungati, potrebbero determinare effetti disastrosi sull’intera filiera.
Ma occorre essere ottimisti e soprattutto tenersi informati.
Per quanto riguarda la Cultura viene creato un fondo di 245 milioni di euro (145 mln per la parte corrente e 100 mln per gli interventi in conto capitale) destinato al sostegno delle librerie, dell’editoria, dei musei e degli altri istituti e luoghi di cultura (aree archeologiche, complessi monumentali, biblioteche). Questo fondo sarà destinato anche a compensare le perdite economiche dovute all’annullamento di fiere, mostre, spettacoli e congressi. Un successivo provvedimento regolerà le modalità di erogazione dei finanziamenti.

RISTORO DEL MANCATO GUADAGNO
Il fondo di emergenza per le imprese culturali previsto dal Mibact ha una dotazione di 210 milioni di euro. Sarà destinato al sostegno dell’editoria, delle librerie, dei musei e degli altri luoghi di cultura. Di questi soldi 100 milioni di euro saranno utilizzati anche come rimborso dovuto al mancato guadagno delle biglietterie dei musei statali. Le somme saranno determinate in base alla previsione di spesa di cui si occuperà il Ministero dei Beni culturali.

PARMA CAPITALE DELLA CULTURA
La capitale della cultura del 2020, la città di Parma, sarà confermata anche per il 2021. L’attuale call per la selezione delle città per il 2021 si intende riferita al 2022.

IL FONDO CULTURA
Verrà istituito un fondo con una dotazione di 50 milioni di euro per l’anno 2020, finalizzato alla promozione di investimenti e altri interventi per la tutela, la fruizione, la valorizzazione e la digitalizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale. Con decreto del Mibact, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, verranno stabilite modalità e condizioni di funzionamento del fondo. La dotazione economica potrà essere incrementata grazie all’apporto di soggetti privati. 

DIGITALIZZAZIONE
A proposito di digitale, per agevolare la ripresa delle attività culturali il Mibact disporrà la realizzazione di una piattaforma digitale per la fruizione del patrimonio digitale e degli spettacoli. Per farlo si potrà avvalere del sostegno di Cassa Depositi e Prestiti, che potrà coinvolgere altri soggetti pubblici e privati.

SOSTEGNO AGLI ARTISTI IMAIE
Viene promesso agli artisti e ai creativi associati all’Imaie (l’Istituto mutualistico artisti, interpreti ed esecutori), attualmente in liquidazione, un sostegno economico. La procedura sarà un po’ complessa e comunque da disciplinare con una normativa successiva, ma intanto il decreto stabilisce il principio. In sostanza il residuo attivo sarà versato all’entrata del bilancio dello Stato, trasferito al Mibact e infine ripartito tra gli artisti iscritti.

PUBBLICITÀ
Viene concesso un credito d’imposta per il 2020 nella misura del 50% del valore degli investimenti pubblicitari, entro il limite massimo di 60 milioni di euro. Il beneficio è concesso nel limite di 40 milioni di euro per gli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche online, e nel limite di 20 milioni di euro per gli investimenti pubblicitari effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali. 

EDICOLE
A titolo di sostegno economico per gli oneri straordinari sostenuti per dallo svolgimento dell’attività durante l’emergenza sanitaria connessa alla diffusione del COVID-19, alle persone fisiche esercenti punti vendita esclusivi per la rivendita di giornali e riviste, non titolari di redditi da lavoro dipendente o pensione, è riconosciuto un contributo una tantum fino a 500 euro. 

Tutto sommato si tratta di una discreta iniezione di fiducia per il comparto culturale. Non sono state inserite misure significative a sostegno del mercato dell’arte (le famose forme di defiscalizzazione tanto sperate) e inoltre questa normativa fa emergere l’assoluta urgenza di una tutela giuridicamente più consistente dello status di ”artista”. Però intanto è un buon punto di partenza. Se fosse stato disposto due settimane fa sarebbe stato meglio.

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