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Chi era Harley Quinn

Tra tutti i personaggi ”rosa” della Dc Comics, Harley Quinn – alias Harleen Frances Quinzel – rappresenta quella più nota (e maggiormente imitata dalle cosplayer di tutto il globo). Conosciuta per essere la seconda metà del Joker, la pazza ex psichiatra di Arkham nata dalla fervida immaginazione di Paul Dini e Bruce Timm (l’esordio, datato 11 settembre 1992, è avvenuto nella serie tv animata Batman, nell’episodio Un piccolo favore della prima stagione) è divenuta arcinota grazie all’interpretazione, sul grande schermo, della splendida Margot Robbie. Codini biondi metà rosa e metà blu, shorts che più corti non si può, t-shirt striminzita e coloratissima, calze a rete strappate, Harley Quinn deve il suo nome ad un personaggio assai popolare della commedia dell’arte di casa nostra: Arlecchino. Tutto bello. Ma quali sono, in concreto, le origini di uno dei personaggi più contradditori e rivoluzionari dell’universo Dc Comics? La risposta arriva dal volume pubblicato in Itala dalla casa editrice Il castoro – che ha stretto una partnership proprio con il grande editore americano dei fumetti di alcuni dei più importanti supereroi: da Superman a Batman a Wonder woman – che già dal titolo promette bene: Harley Quinn, Gotham arrivo. Scritto dall’autrice canadese Mariko Tamaki con illustrazioni di Steve Pugh (scrittore e artista britannico), il libro a fumetti (traduzione di Carla Roncalli Di Montorio, 208 pagine a colori, 16,50 euro) è il racconto di come la ”nostra” dolce, folle donzella, appena adolescente, viene spedita a vivere nella rischiosa Gotham city (dove l’uomo pipistrello è di casa) diventando Harley Quinn, tra le eroine più ribelli mai conosciute. «Quando la quindicenne Harleen Quinzel viene mandata a vivere a Gotham city non è preoccupata: ha già vissuto molte situazioni difficili e sa come cavarsela nella città più pericolosa del mondo. E poi la più famosa drag queen di Gotham, Mama, l’ha presa sotto la sua ala, e sembra che Harley finalmente abbia trovato un posto dove crescere ed essere veramente sé stessa». E vissero tutti felici e contenti. Non proprio. Una multinazionale priva di scrupoli sta impossessandosi dell’intera metropoli, e quando Mama si trova costretta ad abbandonare la sua abitazione nonché il suo locale notturno, Harley va letteralmente fuori di testa. Ma, piuttosto che limitarsi a covare rabbia e rancore, sceglie di declinare la sua ira in azione tangibile, trovandosi di fronte ad un bivio: schierarsi a fianco dell’amica Ivy, che sta portando avanti una battaglia per trasformare Gotham in un posto migliore nel quale vivere (”guarda le schifezze che le multinazionali spacciano per cibo in questa città: da non credere”), oppure appoggiare l’anarchico Joker, che intende distruggere la metropoli in maniera tanto sanguinaria quanto spettacolare. «Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant’è profonda la tana del bianconiglio», citando Morpheus della trilogia Matrix. Harley farà la sua scelta, e di conseguenza noi con lei. Un pregio di questo volume, (tra gli altri, scorre davvero bene), è quello di poterlo leggere anche se si è digiuni dell’universo interessato. Se poi a livello di illustrazioni amate certe atmosfere oniriche di Fabrizio De Tommaso, il disegnatore di Morgan Lost firmato da Claudio Chiaverotti per Sergio Bonelli editore, avete fatto bingo.

Info: www.editriceilcastoro.it

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