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WorldPress Photo, the winner

Quella del 2020 è stata la 63a edizione del premio fotogiornalistico più importante al mondo. I fotografi finalisti erano in totale 44, provenienti da 24 paesi, tra cui sei italiani. La cerimonia del World Press Photo 2020 sarebbe dovuta essere ad Amsterdam, ma è stata annullata a causa dell’emergenza sanitaria del Covid-19. Il 16 aprile sono stati annunciati i vincitori delle categorie: tra questi anche due italiani.

Il premio foto dell’anno è stato vinto dal giapponese Yasuyoshi Chiba, fotografo della France Presse, che ha conquistato il premio con la foto Straight Voice. Soggetto principale della foto è un ragazzo illuminato dalle luci dei telefoni degli altri manifestanti che lo circondano mentre recita poesie di protesta contro il governo a Khartum, in Sudan, durante un blackout avvenuto il 19 giugno 2019. La categoria ”storia dell’anno” è invece stata vinta da Romain Laurendeau, fotografo francese, che ha documentato le manifestazioni in Algeria. Il premio per questa categoria è stato introdotto nella scorsa edizione, per premiare il fotografo la cui creatività e abilità producono una storia con eccellenti editing e sequenze fotografiche su un grande evento o questione di rilevanza giornalistica. Roain Laureandeau, con il suo reportage Kho, the Genesis of a Revolt, racconta della genesi di una rivolta in Algeria, mostrando in 30 scatti la vita dei Kho (trad. ”fratelli”), giovani algerini che ispirano la popolazione a ribellarsi contro il presidente Abdelaziz Bouteflika e l’ipotesi di una sua candidatura alle successive elezioni per ottenere un quinto mandato, portando all’esasperazione una situazione già al limite, a cui si era arrivati dopo anni di politiche autoritarie, scandali di corruzione e misure inefficaci contro la disoccupazione.

Tra gli altri vincitori ci sono anche due fotoreporter italiani, Lorenzo Tugnoli e Luca Locatelli. Tugnoli, di origini romagnole, ha vinto con The longest War la categoria Storia dei problemi contemporanei, grazie ai suoi scatti realizzati in Afghanistan. Locatelli invece, con The end of trash-Circular economy (per il Nationa Geographic) ha ottenuto il primo premio per la categoria Ambiente. Il suo lavoro è un’indagine sugli agricoltori, i produttori e i governi di tutto il mondo che stanno adottando misure per un’economia circolare per affrontare la crisi climatica.

Gli altri vincitori sono Nikita Teryoshin per la categoria Contemporary issues-singole e Esther Horvath nella categoria Ambiente-singole. Seguono poi Yasutoshi Chiba nella categoria General news-singole e Nicolas Asfouri nella categoria General news storie. Romain Laurendeau vince il primo premio nella categoria Progetti a lungo termine, Alain Schroeder quello della categoria Natura-singole e storie, Tomek Kaczor quello della categoria Ritratti-singole e Adam Ferguson quello della categoria Ritratti-storie. Mark Blinch vince nella categoria Sport-singole e Wally Skalij nella categoria Sport; Farouk Batiche si aggiudica il primo premio della categoria Sport news-singole e Mulugeta Ayene quello della categoria Spot-storie.

 

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