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Natalie Krim, piacere solitario

Autoerotismo, non importa se femminile o maschile. Endorfina, naturale antidolorifico, interno e autoprodotto. Risorsa per far sì che la sessualità si esprima, perché ce n’è bisogno, anche quando bisogna evitare i contatti con le altre persone e rimanere a casa. Le illustrazioni di Natalie Krim, giovane artista australiana con base a Los Angeles, hanno come soggetto giovani donne in lingerie, che potrebbero essere considerate da un primo sguardo superficiale, frivole icone di piacere e di seduzione. In realtà sono molto più, e non c’entrano questioni di emancipazione femminile (almeno non solamente). Il messaggio è universalmente declinabile ed è una risposta alla situazione che stiamo vivendo, anche se artisti e creativi sembrano trascurarlo.

Che fine ha fatto la dimensione erotica nelle opere d’arte durante la pandemia? Per gli antichi l’uomo è per natura alla ricerca di quello che il linguaggio psicoanalitico freudiano indica con pulsione vitale, e che Jung descrive come energia psichica, che costituisce una vera e propria spinta vitale che non si limita solo all’ambito sessuale. In una parola: l’eros, a cui nessuno sfugge, e che gli antichi descrivevano come una forza implacabile dominante, che vive nelle menti umane, ma anche negli animali e nelle piante, potenza cosmica originaria. Questo principio che muove verso qualcos’altro, scorrendo dentro il tutto, era simboleggiato nella religione dal dio Eros, che aveva tra i tanti epiteti ”pandemio”. Ironia amara, dato che il fenomeno che stiamo vivendo ha lessicalmente in comune l’etimo con la potenza-divinità «che appartiene a tutti» (πανδήμιος, comp. di «παν-» pan, e «δῆμος-»), la più potente spinta vitale.

Al di là di questa curiosa (e beffarda) parentesi di etimologia, c’è da riflettere. Mentre si vive nelle quattro mura domestiche, ci si sente spaesati, demotivati e impotenti. Ci siamo ossigenati di dispositivi online, di desiderio e di aspettativa, di speranza e di strazio, in una condizione di totale degenerazione sensoriale. Gli artisti stanno documentando in tempo reale l’emergenza da Coronavirus, ma nell’ampio spazio che l’arte si è ritagliata per infondere coraggio a una società ormai sfiancata, tra opere modificate con guanti e mascherine, e nuove iniziative lanciate, il motivo erotico sembra essere temporaneamente deposto, indice di un fortissimo senso di smarrimento e impotenza. Eppure sarebbe indicato condividere immagini che possano ridare nuova linfa e sani stimoli, estri e incentivi conformi alle norme. Se le imperanti nozioni di ”isolamento” e ”introspezione” hanno assuefatto la nostra percezione, perché allora non raccontare del ”piacere solitario”?

L’autoerotismo esiste e secondo gli esperti è la pratica consigliata in questo momento, e non solo per il piacere fisico che ne scaturisce. Natalie Krim, artista australiana, ha scelto di raccontare i suoi intimi viaggi dell’animo attraverso illustrazioni erotiche.

Personaggi dell’inconscio, ragazze desiderose, volitive e sfrenate, ma anche sensibili, vulnerabili e innocenti. La masturbazione metafora di ricerche introspettive. Tutto questo è il mondo creativo (e non solo) di Natalie Krim. Artista giovanissima, Natalie Krim è sexy e fa cose sexy. Fanatica indossatrice di lingerie, con un passato costellato da esperienze profondamente traumatiche e disturbo da dismorfismo corporeo, l’artista lavora continuamente sul proprio state of mind, modulando la sua forte sensibilità emotiva. Il suo studio è a Los Angeles, dove vive dal 2015 dopo essersi trasferita da New York. Ha circa 40mila follower su Instagram, dove si alternano foto delle sue opere, selfie e scatti della sua quotidianità, mentre mangia una banana o dipinge in biancheria. Ha anche posato in lingerie perché è una vera esperta in merito, dato che la colleziona e la studia da quando aveva 15 anni.

I soggetti delle sue opere sono sempre ragazze, molto frequentemente rappresentate in solitudine mentre si masturbano. Si tratta di disegni e illustrazioni su pagine di giornale vintage che vanno dal 1800 ai primissimi anni del 1900, comprati dall’artista in negozi di antiquariato o al mercato delle pulci. Se a prima vista potrebbero sembrare semplici schizzi su un diario segreto, in realtà si tratta di qualcosa di incredibilmente privato frutto dell’esigenza introspettiva dell’artista. I soggetti di natura altamente erotica sono ragazze, alter-ego di Natalie Krim, ma accennano a sfumature più cupe, risultato dell’espressione del suo mondo interno. E la chiave di accesso è la rappresentazione erotica, il sesso è infatti il trucco con cui l’osservatore è attirato e, incuriosito, una volta dentro, percepisce ciò che è alla base della poetica dell’artista.

Osservando queste rappresentazioni eteree e oniriche del piacere femminile, sembra di entrare nel mondo segreto di qualcuno, in un luogo dove i desideri possono realizzarsi, ma confezionati nella dolcezza della fantasia di una giovane donna, con scene giocose dalle tinte chiare color pastello. Le espressioni tristi e le lacrime sono lenite e stemperate con disegni di piccoli fiori ed elementi vegetali e naturali. Le ragazze indossano raffinata biancheria vintage, a volte bombette e cappellini anni ‘20, tra le piante, spesso in posizione raccolta, o rannicchiate. Attraverso queste sensuali e innocenti pin-up Natalie si autorappresenta, e quando ne disegna più di una nella stessa composizione si tratta sempre di se stessa.

Attraverso la metafora della masturbazione, l’intenzione di Natalie Krim è di promuovere semplicità, purezza e coraggio nell’affrontare il proprio subconscio intimo ed erotico, frutto della profonda dimensione introspettiva da cui provengono. Lo sguardo dell’artista è quindi sempre focalizzato su incoraggiare la coscienza nell’osservazione e nell’analisi della propria interiorità, rappresentata da pensieri, sentimenti, desideri, stimoli prodotti del pensiero stesso, come pure il senso dell’identità di una persona. Osservando le opere “da vicino” è chiaro che la carica erotica superficiale è il mezzo, un ”gioco visivo” per portare lo spettatore a una dimensione più ampia: incitano alla fiducia, al risveglio delle pulsioni vitali e giungere a patti con se stesso e la propria storia e con il suo rapporto con il mondo, un senso di accettazione delle nostre paure, desideri, delle lotte e trionfi, incoraggiando l’espressione personale anche nei periodi più cupi, guardando avanti al futuro.

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