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Trovare soluzioni nell’arte

Nonostante tutti i progetti delle istituzioni culturali siano al momento sospesi e inaccessibili al pubblico, o probabilmente proprio per questo, il tempo indirizza il nostro pensiero verso il modo in cui le cose sono andate finora, ma anche come potrebbero cambiare in futuro. In particolar modo rispetto a un tema tanto affrontato e forse non sufficientemente agito, come quello del rapporto tra l’uomo e la natura. È ancora una volta il mondo naturale, stavolta una parte invisibile di esso, a mettere in discussione il ruolo dell’uomo e in misura più ampia il concetto di Antropocene. Il pensiero ricerca così delle soluzioni o quantomeno delle possibilità. Parliamo della fine di un’epoca e ci domandiamo come sarà la prossima. Ecco che Aerocene diventa una delle possibilità: questa nuova era geologica segnata non dall’uomo ma dall’aria. Ideata da Tomas Saraceno, ma sviluppata secondo una modalità totalmente open-source e collaborativa, Aerocene è intesa come un contesto di sviluppo dell’umanità, una ricerca in costante crescita e una pratica sperimentale, formata da una comunità globale, dedicata e diversa, di persone che collaborano per promuovere la consapevolezza ambientale e gli esperimenti di rilevazione dell’atmosfera. Le sue attività si manifestano nei test e nel lancio di sculture aerosolari che sono in grado di librarsi in aria grazie al calore del Sole e alle radiazioni infrarosse della superficie della Terra.

Prima del lockdown nazionale, Palazzo Strozzi ospitava la mostra Aria. Tomas Saraceno. L’inaugurazione è stata anche l’occasione per rendere nota al pubblico una nuova collaborazione in corso nella città di Firenze, quella tra la storica fondazione di Piazza Strozzi e Manifattura Tabacchi, il nuovo centro dedicato alla cultura e all’arte contemporanea che la culla del Rinascimento si appresta a far emergere insieme alla sua rinnovata spinta verso il contemporaneo.

D’altronde il legame tra Manifattura Tabacchi a Palazzo Strozzi incentrato un artista come Tomás Saraceno non è casuale: quelli toccati dall’artista-architetto sono temi in cui Manifattura Tabacchi si riconosce, sensibile alle tematiche della sostenibilità, della relazione tra uomo e natura e della costruzione di comunità e di forme alternative di abitazione e di interazione. Il nuovo spazio di sperimentazione dedicato all’arte contemporanea di Manifattura Tabacchi intende attivarsi come medium creativo per ripensare a temi sociali, politici ed ecologici, offrendo forme sperimentali e innovative non solo nella produzione dell’arte, ma anche nella sua fruizione. Per questo motivo il legame con l’artista argentino non si verifica solo in termini tematici, ma anche nella condivisione del processo, costituito dal superamento delle barriere, dal coinvolgimento fisico e concettuale del pubblico e dall’integrazione di diverse discipline, interne ed esterne all’arte. È in questo contesto che si sarebbe inserito il programma degli Aerocene Flights, parte integrante del Fuorimostra di Palazzo Strozzi, di cui Manifattura Tabacchi si configura come unico partner. Le Aerocene Sculptures sono oggetti volanti che incarnano un nuovo modo di pensare le risorse energetiche: aria, calore e cooperazione tra persone sono gli elementi necessari per far fluttuare nel cielo queste grandi sculture poligonali. Niente combustibili, niente pannelli solari, niente motori, né batterie: solo la forza del pianeta. È sempre a questa forza d’altronde che ci affidiamo e che mai come nella contingenza attuale emerge l’importanza di riconoscerla, ascoltarla e farsi guidare da essa.

 

 

 

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