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Il maestro dei tappeti

A Natale puoi. Regalare o regalarti un graphic novel il cui racconto sposa appieno la festività. Definito dagli addetti ai lavori «un racconto incantevole e incantato all’incrocio tra le fiabe russe e Le mille e una notte», Il maestro dei tappeti (Tunué, cartonato, 24 pagine a colori, 16 euro), sceneggiato da Olivier Bleys, disegnato e colorato da Alexis Nesme (entrambi francesi) – traduzione a cura di Stefano Andrea Cresti – è una piccola ”perla”. Piccola soltanto per le dimensioni ridotte, a livello di pagine, di questo volumone; ma è un aspetto che non inficia sul risultato finale. Piuttosto, il punto forte sono proprio le tavole di Nesme, che coniugano alla perfezione forza del gesto pittorico e certosina attenzione ai dettagli. Destinato in particolare ad un pubblico di giovani – se non giovanissimi – lettori (seppur Stan Lee, a ragione, affermava che «i fumetti sono le favole per gli adulti») Il maestro dei tappeti è una fantastica storia ambientata nella Russia del diciannovesimo secolo, regno di Voldania, in pieno inverno, tra fondali innevati perfettamente riprodotti. Ed ecco fare la conoscenza dell’anziano e umile Fëdor, esperto maestro tappezziere, in grado di trasformare un rettangolo di tessuto in un vero e proprio veicolo volante (il tappeto che si libera in aria è il simbolo indiscusso di Aladdin, film d’animazione del 1992 prodotto dai Walt Disney animation studios e distribuito dalla Walt Disney pictures). Il grande potere di Fëdor deve essere, in qualche modo, tramandato, ma chi – al giorno d’oggi – è attratto dai tappeti, seppur magnifici, come quelli tessuti dalla saggia moglie Irina e dalla deliziosa figlia Katia (”vanno ormai di moda i parquet. Nei giorni buoni, Fëdor riesce giusto a vendere una passatoia o uno scendiletto”)? Ma proprio nel corso di un viaggio il maestro tappezziere si imbatte nel giovane bracconiere Danil in fuga dai soldati del malvagio signore Nazar Alymoff, boiardo del Rostomir, dopo avergli ucciso il suo levriero prediletto per realizzarne pellicce (la ragione di questo gesto, si scoprirà in seguito, è legata alla morte di suo papà in guerra) Per trarre al sicuro il ragazzo (”salvami, nonnetto”), Fëdor srotola un tappeto magico e i due si liberano in aria, lasciandosi alle spalle i soldati boiardi stupiti (”ahimè, un tappeto volante non lascia tracce, né in aria né al suolo”). Sarà proprio Danil, ragazzo tanto coraggioso quanto intraprendente (anche a livello sentimentale) l’erede dei magnifici poteri di Fëdor? Colpi di scena in terra, volteggi in aria, l’eterna lotta tra il bene e il male: sono gli ingredienti di Il maestro dei tappeti, una tipologia di narrazione che – piaccia o meno – gode di un grande lavoro: scrittore noto in Francia, con decine di pubblicazioni all’attivo, Olivier Bleys scaraventa il lettore in un universo incantato, forte delle tavole di Alexis Nesme, illustratore conosciuto per aver realizzato la serie I figli del capitano Grant di Jules Verne, sempre per Tunué. Attenzione, in questo racconto il lieto fine non è poi così scontato. Lo stesso Danil, a conti fatti, si rivelerà molto più maturo e ardito per la sua età (”sei tu, dunque, il contrabbandiere? Il vizio ti si legge in viso”, gli urla contro Nazar Alymoff), diventando il protagonista assoluto di una storia avvincente. Perfettamente natalizia.

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