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Afterall, il mondo postapocalittico di Rä di Martino in mostra al Mattatoio

C’è tempo fino al 20 ottobre per vedere al Mattatoio di Roma il video Afterall di Rä di Martino, a cura di Lorenzo Benedetti. Si tratta di un’opera che ha vinto IV edizione del bando Italian Council (2018), concorso ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (Dgaap) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Il video a due canali, istallato sulle pareti laterali del Padiglione B del Mattatoio, trasporta lo spettatore in un tempo sospeso e indefinito, in uno spazio imprecisato e senza riferimenti: zone desertiche, superfici che sembrano appartenere ad altri pianeti o una terra ormai priva di atmosfera. In questi ambienti vivono piccole comunità o eremiti sopravvissuti a un disastro ambientale. Gli oggetti, le immagini e i suoni del passato sono diventate l’unico vessillo in cui le neonate tribù si identificano. In questo scenario da film di fantascienza Rä di Martino osserva e ritrae personaggi di fantasia; homeless del futuro o piccole divinità spaesate immerse in paesaggi reali o virtuali, costruiti attraverso il rimando continuo tra elementi concreti e immaginati. Ogni personaggio è portatore di un suono, caratteristico della sua tribù o specie, un’ephemera non corporea di un passato lontano: elementi rassicuranti, parte di una cultura universale, sono contrapposti ad altri più stranianti e inquietanti. L’incontro immaginario tra i vari abitanti di questo futuro indefinito avviene solo grazie al suono, proveniente da luoghi diversi ma sulle cui frequenze radio tutti i personaggi sembrano sincronizzarsi come un’orchestra o un coro unico.  

Il suono così generato, elemento portante del lavoro, nasce dall’interazione tra canzoni note, musiche originali e suoni composti dal musicista e cantante Mauro Remiddi (Porcelain Raft), nonché dalle composizioni aperte dell’artista e fisico José Angelino in collaborazione con il compositore elettroacustico Simone Pappalardo. I due partendo da una serie di elementi autonomi costituiti da membrane, scatole e superfici, poste in vibrazione in una complessa rete di feedback, hanno ricostruito flussi sonori uniformi. Il lavoro finale, attraverso la ricchezza dell’immaginario che restituisce, resta sospeso in un ideale non finito, configurandosi come un oggetto ibrido dove narrazione e decostruzione della forma filmica tradizionale si mescolano. Rä di Martino dà vita a un immaginario nitido lasciando però il racconto aperto, proprio per l’impossibilità di dare corpo ad uno spazio-tempo post-apocalittico verosimile e universalmente riconoscibile. L’artista è autrice e al tempo stesso spettatrice di un’opera nel suo farsi, in cui ogni elemento – set, paesaggi digitali, personaggi, abiti e suoni – amplifica la relazione paradossale tra reale e immaginato.  

Il video sarà successivamente presentato al Kunstmuseum di St Gallen in Svizzera e al Mostyn nel Regno Unito. Destinazione finale il Museo Madre di Napoli, dove entrerà a far parte della collezione permanente.

 

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