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Fare birra contemporary

Loro sono un gruppo di ragazzi romani e da qualche anno hanno creato un nuobo brand di birra artigianale, l’Eternal City brewing. Per parlare allo stomaco e al fegato dei romani, alla città contemporanea, quella dei giovani, dei nuovi luoghi di aggregazione, quella della scena creativa e artistica, quella ruggente e in fermento, in continuo movimento. A quella Roma, insomma, che si sta sviluppando ma senza clamore mediatico. Questa città, dicono, ha bisogno di un suo sapore. E loro lo hanno creato. E hanno anche debuttato nel mondo dell’arte, partecipando alla mostra di Andrea Lo Giudice a Fondamenta. Ma non è una sorpresa, perché l’arte li affascina come esercizio creativo.

Come nasce il vostro brand? «Nasce da un’amicizia, da birre bevute, da locali frequentati, da sogni e da certezze che una passione sarebbe diventata il nostro lavoro. L’idea era di dare una birra alla città eterna, a cominciare dal nome e passando per le storie che la città racconta». 

Cosa vi avvicina al mondo del contemporaneo? «Intanto vivere Roma in tutti i suoi molteplici aspetti. Ma non quelli commerciali, patinati, da fiction all’italiana. Noi siamo dove c’è la parte viva della città… Arte, musica, motociclette, stadio, sociale, eventi gagliardi e situazioni divertenti. Il contemporaneo oggi parla la lingua della qualità, della vita di quartiere, del km zero, del rapporto umano che sia il meno commerciale possibile. Questo è quello che cerchiamo di fare».

Il vostro debutto nella scena artistica è stato alla mostra di Andrea Lo Giudice a Fondamenta. Che tipo di esperienza è stata per voi? «Abbiamo subito dato disponibilità poiché essere al fianco di giovani artisti è per noi un motivo di vanto. Abbiamo in verità sempre collaborato con artisti dei più vari generi, questo proprio perché abbiamo a cuore chi fa qualcosa di bello». 

Fare birra oggi è un’attività diffusa. Cosa serve per farlo bene e con successo? Su cosa avete puntato voi? «Serve la passione, innanzitutto. Poi grandi sacrifici, e non dimenticare mai da dove si è partiti. Noi abbiamo puntato sull’identità della città di Roma, che qualcosa al mondo lo ha detto».

Che progetti avete in ballo per il futuro? «Sarebbe bello progettare uno luogo fisico dove far incontrare tutte queste anime della città, ma stavolta con una birra buona».

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