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A Frieze l’installazione collettiva di 24 artisti. Un inno di libertà

Durante la settimana di Frieze a Londra nella hall del Melia White House viene esposta l’installazione composta dai lavori di 24 artisti su invito della galleria londinese Le Dame Art Gallery. 24 Hours Creating a New Day, a cura di Gianfranco Valleriani, nasce come un invito a 24 artisti a disegnare assieme un giorno libero da pregiudizi. La libertà letteraria e di riflessione filosofica si trasforma così in libertà espressiva, che avvicina differenze di età, formative, di ispirazione, di sensibilità umane, di linguaggi artistici, oltre che geografia. I collage ricompongono un universo espressivo ricco di tecniche, di umori, di storie personali e artistiche che si affiancano l’un l’altro in un insieme che unisce diversità e similitudini. Il tema di una libertà che non vuole avere limiti diventa fulcro della natura concettuale dell’azione artistica collettiva. Gli artisti coinvolti sono Gianni Asdrubali, Gerald Bruneau, Mariangela Capossela, Stefania Fabrizi, Francesca Fini, Hugh Fleetwood, Gabriela Herma, Armano Jeričević, Tanaka Kohei, Marko Koppe, Eden Lai, Gianfranco Notargiacomo, Alice Padovani, Mauro Pallotta, Vic Pereiro, Claudia Quintieri, Virginia Ryan, Edmond Simpson, Goran Stojčetović, Miron Tee, Stevens Vaughn, Tania Welz, Fiorenzo Zaffina e Meng Zhou. Il sound è a cura di Alex Marenga 

L’installazione affianca due collage degli artisti con gli scatti originali. Le ambientazioni sonore sono realizzate da AmpTek – Alex Marenga, in una sperimentazione musicale che avvicina la poesia sonora all’elettronica contemporanea. Tutto il progetto è costruito su uno scatto fotografico realizzato nell’agosto del 2018, a Shoredicht, Londra, in un momento di riflessione sui sentimenti sociali. Lo scatto viene stampato in una doppia versione, come due facce di una stessa medaglia: l’uno volge al bianco (in sovraesposizione), l’altro volge al nero (in aumento di contrasto), gli opposti di un insieme. Ogni foto è tagliata in 24 pezzi e i pezzi vengono accoppiati due a due. Poi l’incipit: una riflessione sui temi odierni delle democrazie con un richiamo esplicito al filosofo Noberto Bobbio – ”La democrazia, o è la società aperta, in contrapposto alla società chiusa, o non è nulla, un inganno di più” – e ai mondi infiniti disegnati nell’Aleph di Luis Borges.

Sulla scia delle novecentesche reminiscenze Fluxus – dall’Eternal Network di Robert Filliou alla mail art inaugurata da Ray Johnson, 24 buste vengono spedite cosi in tutte le parti del mondo: Giappone, Taiwan, Cina, Australia, Stati Uniti, Africa e poi Germana, Polonia, Serbia Italia Francia, Spagna, Regno Unito. Poi l’attesa di un anno, per ricomporre lavori.

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