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The Artist

Dimenticate il film muto dall’omonimo titolo e la storia della gabbianella che vuole spiccare il volo. The artist, delizioso graphic novel scritto e illustrato dalla tedesca Anna Haifisch – punto di riferimento per la scena del fumetto indipendente – narra le vicissitudini di un pennuto tanto stravagante quanto gracilino che ha, come unica colpa, quella di «voler diventare un artista». Quattro (profetiche) parole e il pennuto ha il destino segnato. E trovare il suo posto nel mondo, se prima era complicato, adesso diventa (quasi) impossibile. Pubblicato da Eris edizioni, The artist (brossurato, 184 pagine a colori, 20 euro) è un’opera il cui racconto si snoda tra le pieghe, assai intricate, dell’arte contemporanea. Aspetto interessante: qui vengono raccolti in un unico volume The artist e The artist, der schabelprinz, i due volumi (che contengono tutti gli episodi della serie) pubblicati separatamente nel resto dell’Europa. Con Haifisch che crea la presa in giro ideale (nonché autoironica) del microcosmo dell’arte e delle sue norme (da segnalare, in particolare, battute tranchant come «senza una gabbia vuota non è una mostra» oppure «finalmente una tela strappata con dietro una luce al neon»). Le regole dell’arte. È anche il titolo del saggio scritto da Pierre Bourdieu – sociologo, antropologo, filosofo e accademico transalpino – nella cui scheda di presentazione ci si domanda: ««Cosa fa di un’opera d’arte un’opera d’arte e non un oggetto qualsiasi?». E ancora: «Cosa fa di un artista un artista, e non un artigiano o un pittore della domenica?». Interrogativi ai quali il ”nostro” più che rispondere (seppur indirettamente) replica con una riflessione: «Quando ero piccolo adoravo i pittori, ai miei occhi erano responsabili di tutta la bellezza del mondo. Sono cresciuto con la certezza che sarei diventato un grande artista. Quella certezza si trasformò in una speranza: come potrei mai essere utile a qualcuno in questo mondo?». Ed eccola, in tutto il suo fulgore, la tragicomica e spassosa esistenza del protagonista di The artist (un volume che l’autrice, classe 1986, dedica giustappunto «a tutti gli artisti»), un sognatore sui generis che si ritrova a vivere – anzi, a sopravvivere – in un universo cinico, crudele e assurdo (vi ricorda qualcosa?) dove ogni cosa non va mai per il verso giusto. Calimero di tutto il mondo, unitevi a questo pennuto incompreso e incompiuto che, circondato da animali antropomorfi come lui, finisce sempre invischiato in situazioni scomode e ai limiti dell’assurdo, bistrattato tanto dalla famiglia quanto dagli amici, perennemente in lotta contro creativi imberbi e schiere di gallerie d’arte («il comitato artistico della nostra galleria ha valutato il suo portfolio. Sebbene sia alquanto infantile, il suo lavoro non è abbastanza leggero e giocoso»). E se la soluzione fosse quella di disintossicarsi dall’arte, in ogni sua forma, per diventare un cittadino modello e produttivo? A vuoto anche questa soluzione, poiché ”l’artista incompreso” preferisce restare rintanato nella sua stanza, incollato ai social network, schiavo di dubbi e paure. Ne varrà davvero la pena? Tra le dodici artiste mondiali ad essere stata chiamata da Google, nel 2018, per disegnare uno dei doodle (versioni speciali del logo del primo motore di ricerca al mondo) in occasione della Giornata internazionale della donna, Anna Haifisch conosce molto bene la materia di cui scrive e disegna. Al centro, con le sue tavole, di una serie di mostre anche nel nostro paese (a proposito, The artist è la sua prima opera a essere pubblicata in Italia), Haifisch ha uno stile unico, che fa leva su colori acidi e storie strabordanti. Una bella scoperta, dalle nostre parti, per i pochi che la ignorassero.

Info: www.erisedizioni.org

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