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Dentro il terremoto

Una passeggiata sull’orlo della faglia. Questa l’ultima trovata di Giorgio Andreotta Calò e le cui riflessioni saranno raccolte e raccontate in un progetto che la Nomas Foundation esporrà prossimamente. Il progetto si intitola Senza Gloria ed è articolato in tre parti distinte, ma complementari: un cammino compiuto nell’arco di un mese dall’artista – a piedi e in solitaria – lungo l’Italia, da Venezia ad Amatrice. Un segno tangibile di questo percorso lasciato a Leonessa sul tradizionale Cammino di San Benedetto. E infine un libro d’artista.
Il percorso si snoderà da Nord a Sud, seguendo idealmente una porzione della Faglia Gloria, la frattura dove si incontrano la zolla europea e quella africana, che percorre gran parte dell’Italia ed è responsabile degli eventi tellurici che spesso colpiscono la Penisola, come della morfogenesi di questo territorio e, indirettamente, delle sue peculiarità antropologiche e culturali. Il cammino di Giorgio Andreotta Calò ripercorre al contrario la direttrice di trasmissione delle onde sismiche, nel tentativo di dare vita a un’azione rituale e apotropaica, personale e collettiva che rifletta sullo stato di crisi generato dal terremoto. Scegliendo Venezia come punto di partenza simbolico perché città natale e luogo in cui ha avvertito il sisma del 24 agosto 2016, l’artista si dirige verso il suo epicentro. 

Scrive Raffaella Frascarelli, curatrice del progetto: ”In ogni epoca, le rotte segnalano la necessità di trovare spazi di libertà: attraverso questi itinerari, nei secoli, i popoli hanno definito e condiviso aspetti culturali relativi al sacro, alle tradizioni, all’episteme, alla memoria, hanno esplorato e si sono confrontati con la storia, il tempo e l’ignoto. Nella Francigena Meridionale del Lazio, l’unione tra Roma e Gerusalemme, ma anche la costruzione di una cultura mediterranea condivisa che ha prima incluso il continente africano e quello asiatico e poi per via marittima le Americhe”.  

Percezione della precarietà, senso dell’abitare e ricostruzione di una comunità. Queste le riflessioni che animano il cammino. La nozione di motus viene quindi indagata e tradotta attraverso il gesto del camminare ma al contempo in riferimento al terraemotus fino a quel moto di spirito, legato alle istanze ed alle urgenze del presente. Un cammino in solitario da Venezia fino ad Amatrice della durata di 30 giorni lungo la faglia Gloria e la Francigena Est del Lazio: il cammino è iniziato il 24 agosto scorso, a tre anni dal terremoto che ha colpito la città. 

 

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