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Futura nostalgia

L’adolescente Marie è seduta sul tetto a godersi la brezza («il vento è il soprannome che ho dato ai miei sogni, alle mie storie, alle mie paure») ma ritorna alla realtà quando, da questa posizione privilegiata, scorge la vicina adultera con il suo amante. Proprio in quel frangente sta per rientrare a casa il marito della donna che, pistola alla mano, si scaglia contro la coppia. Atterrita da un ingresso così traumatico nella vita degli adulti, la giovane scivola e cade dal tetto. Ed eccola, una volta a terra, fare la conoscenza di una rana, tanto esuberante quanto greve, che inizia a seguirla in ogni dove, commentando ogni suo comportamento o sensazione; non ultimo, il sentimento che Marie prova per Iggy, un affascinante compagno di classe («è troppo carino. Chissà che combina nel tempo libero», si domanda la giovane, sentendosi rispondere dalla rana impertinente: «si masturba di continuo»). Benvenuti nell’affascinante universo narrativo di Tony Sandoval, tra i più apprezzati e prolifici autori internazionali (ha realizzato molti progetti in Francia), che firma un nuovo graphic novel. Edito da Tunué, Futura nostalgia (cartonato, 168 pagine a colori, 19.90 euro) rappresenta una vera e propria cronaca adolescenziale stravolta dall’irruzione, a gamba tesa, di elementi fuori dall’ordinario. Animali (meglio, anfibi) fantastici e dove trovarli. Per informazioni rivolgersi al maestro messicano (nato ad Esperanza nel 1973) che adesso vive in Europa e non ha mai smesso di sognare e di far sognare i suoi lettori («in questi giorni ho fatto dei sogni molto strani, molto vividi, come se sognassi il futuro», ammette la sua protagonista). Se l’artista e pittrice statunitense Margaret Keane – che Tim Burton ha omaggiato nel film Big eyes – dipingeva i suoi soggetti con enormi occhi, Sandoval predilige corpi snelli e teste grandi, quasi a voler custodire meglio la fantasia che, nel corso del racconto, sprigioneranno i suoi personaggi. «Una buona testa e un buon cuore sono una combinazione formidabile», affermava Nelson Mandela. Ebbene, non fa difetto la poetica di Sandoval, abile a sfumare i confini – in questo caso sempre più labili – tra realtà e finzione. Autore che non disdegna la ”cronaca” (nel 2016 è approdata in Italia, sempre con Tunué, l’opera autobiografica Appuntamento a Phoenix, la storia della sua fuga clandestina dal Messico agli Stati Uniti), in Futura nostalgia Sandoval narra un’adolescenza nella quale il fantastico appare in maniera graduale. Un periodo fondamentale della crescita che qui ha le sembianze di una rana piaciona («caspita, questa Vicky è davvero niente male», dice in rimando ad un’amica di Marie) e simpaticamente sgradevole («a proposito di tette, arriva il tuo amichetto») che – al pari del Bianconiglio di Alice nel paese delle meraviglie condurrà pian piano, lungo un indimenticabile viaggio di formazione, la sua giovane amica. A fare da cornice, uno strambo universo nutrito dai sentimenti e dalle emozioni della ragazzina stessa. Ed ecco che, nel suo surreale percorso di crescita contraddistinto da importanti e gravi accadimenti che si personificano sotto forma di nuovi esseri anfibi (e di chi, se no?), Marie diventa una sorta di ”Alice gotica”, costantemente in bilico tra realtà e soprannaturale, dove il macabro gigioneggia lieve, senza prendere il sopravvento.

Info: www.tunue.com

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