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Il sangue delle donne

Cosa vuol dire essere donna al giorno d’oggi? A quali sfide vanno incontro madri, mogli, figlie, lavoratrici, politiche? Come è affrontato il problema della parità dei sessi in una diseguaglianza che comunque esiste a livello naturale? Le donne stanno diventando sempre più forti e centrali nella vita sociale. Possono essere protagoniste o vittime, lavoratrici o casalinghe, affermate o in ombra, dalla vita compiuta o assenti a livello culturale. Ma quando ha inizio l’essere donna? Qual è il passaggio alla maturità femminile? Quando comincia il ciclo mestruale. E in quel momento la ragazza si trasforma, cambia il fisico, cambia la mentalità, cambiano le esigenze. A quel punto si può procreare e ciò altera tutte le prospettive della vita della donna. La possibilità di procreare rende diverso il ruolo maschile da quello femminile. Ed è forse per questo che la donna viene adorata, venerata, violentata, subisce odio, dagli uomini? Forse sì. La donna è depositaria di un miracolo che le consente di generare un’altra vita, di dare alla luce un figlio, una figlia. Ed è questo dare alla luce che la può guidare nella presa di coscienza di una diversità rispetto all’uomo, che a volte non la rispetta, mentre a volte la incensa e rispetta. Nella nostra epoca, purtroppo, stiamo assistendo ad una recrudescenza di femminicidi che non portano in sé un senso compiuto, né il senso della sacralità del ruolo femminile. Rimane assolutamente l’importanza dell’uomo nella coppia genitoriale e nella coppia in generale, ma l’importanza dell’uomo viene offuscata, sempre più spesso, dalla sua violenza nei confronti del gentil sesso. Esiste poi un sommerso di violenze che non giungono ad essere scoperte e che la donna accetta senza ribellarsi. Esistono d’altra parte donne in carriera e realizzate: a livello sociale, nel ribadire il ruolo femminile, dobbiamo sottolineare quanto la procreazione non tolga la possibilità di avere un’occupazione e successo; a volte ciò viene trascurato soprattutto nel lavoro da dipendente ove vi è ancora, a volte, una discriminazione dovuta alla maternità nonostante siano stati fatti enormi passi in avanti.La donna si può realizzare anche rimanendo tra le mura domestiche e comunque assistiamo sempre più ad una ricchezza della presenza femminile all’interno della società. Esistono poi donne che non sentono la maternità e adeguano il proprio stile di vita a questa consapevolezza, esistono donne compagne di altre donne. La maturità sessuale riguarda tanti aspetti della femminilità che meriterebbero una lunga spiegazione.

Tra presa d’atto del proprio fisico, abbandono della pubertà, violenza, maturazione sessuale e femminicidi, la donna affronta la società. Il cambiamento fisico avviene quindi con l’inizio del ciclo mestruale. Ed è proprio per questo che Manuela de Leonardis, ideatrice e curatrice della mostra Il sangue delle donne | The blood of women. Tracce di rosso sul panno bianco | Traces of red on a whitecloth, ha voluto regalare, ad ognuna delle 68 artiste coinvolte nel progetto, un panno di lino che anticamente serviva per proteggersi dal flusso mestruale. Ogni artista ha agito sul pannolino interpretando il tema della femminilità in modo proprio con profondità, ironia, severità, leggerezza, delicatezza e dolore. A volte è intervenuta la citazione artistica e non, altre volte sono stati narrati fatti personali o fatti noti. Le artiste sono state libere e capaci di spaziare all’interno della tematica in maniera creativa e propria attivando un percorso fatto di sorprese e costellato di punti di vista differenti.

Il progetto ha visto varie esposizioni e un crescendo di artiste coinvolte. La prima mostra si è svolta alla Casa Internazionale delle Donne di Roma con la co-curatela di Rossella Alessandrucci e l’organizzazione di LaStellinaArteContemporanea nel 2015, erano qui presentate le prime 14 opere. Successivamente al Teatro Stabile comunale di Isola del Liri (Frosinone); il Centro per l’Arte Contemporanea La Rocca di Umbertide (Perugia); Galerija Forum di Zagabria; Galeria Rigo di Novigrad-Cittanova (Croazia) e nel Monastero di S. Benedetto di Conversano (Bari) nell’ambito del progetto La Città delle Donne curato da Rocco De Benedictis (2017); Palazzo Fibbioni, L’Aquila e Reparto di Radioterapia Oncologica – Ospedale Clinicizzato SS. Annunziata di Chieti (2018).

Il prossimo appuntamento è questo 5 settembre all’Auditorium Vallisa di Bari, luogo dell’XI secolo dal forte valore simbolico ed evocativo. In questa occasione la mostra è promossa dalla Fondazione Pasquale Battista con il patrocinio dell’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale – Gestione e Valorizzazione dei Beni Culturali della Regione Puglia, che vede le opere delle sessantotto artiste internazionali esposte per la prima volta tutte insieme. 

Del volume Il sangue delle donne | The blood of women. Tracce di rosso sul panno bianco | Traces of red on a whitecloth, in cui sono raccolte le opere e i testi scritti dalle 68 artiste e realizzato con il sostegno della Fondazione Pasquale Battista (Postmedia Books 2019), e del progetto, si parlerà il 6 settembre 2019 alle ore 19.00, in uno dei più importanti edifici religiosi della provincia di Bari, la Chiesa di Ognissanti di Cuti – Valenzano (BA). L’appuntamento è organizzato dall’Associazione Triggianesi di Puglia nel mondo e vedrà la partecipazione di Annalisa Zito, Direttrice della Fondazione Pasquale Battista, Rosanna Ventrella, Presidente dell’Associazione Triggianesi di Puglia nel mondo, Manuela De Leonardis, storica dell’arte e curatrice, e alcune artiste protagoniste del progetto.

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