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Metronom propone una ricerca sull’antropotecnica

In occasione di festival filosofia 2019 Metronom presenta la collettiva Antropotecniche, che inaugura il 13 settembre (fino al 2 novembre), con opere di Elena Aya Bundurakis, Christto & Andrew, Alix Desaubliaux, Kamilia Kard e Simone Schiesaricinque artisti internazionali che attraverso tecniche e linguaggi differenti lavorano alla ridefinizione dello concetto di persona, esplorandone il tema della rappresentazione e della costruzione di corpo e figura. Con un riferimento teorico agli studi del filosofo tedesco Peter Sloterdjk, la mostra intende proporre una incursione visiva nel complesso concetto di antropotecnica, intesa qui come azione dell’uomo su se stesso. La tecnica ha storicamente avuto un ruolo determinante nel destino dell’uomo, così come nella costruzione del corpo sociale, politico e anche fisico; Sloterdijk, portando avanti una complessa riflessione sull’uomo, la tecnica e la ridefinizione dell’umano, ha elaborato il concetto di antropotecnica che si riferisce all’intera autopoiesi, o auto-creazione, del ”genere umano” nelle sue molte migliaia di specializzazioni culturali. È empirico, pluralista ed egualitario – nel senso che tutti gli individui, come eredi della memoria dell’umanità, sono liberi di superare se stessi.

Gli artisti contemporanei non si sottraggono a questa riflessione sulla trasformazione individuale e collettiva, esplorando la relazione tra l’uomo, la potenziale costruzione tecnologica e la sua relazione con costruzioni digitali: gli artisti e le opere selezionate sono terreno di riflessione da un lato e potenziali strade da percorrere dall’altro, nella definizione e nella percezione di un corpo sempre più espanso.

 

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