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La pittura come fonte di ispirazione della moda

 

Il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid ospita fino al 22 settembre Balenciaga e la Pittura Spagnola, mostra che si immerge e ci immerge nella storia dell’arte che ha influenzato le grandi creazioni del marchio di lusso. Cristóbal Balenciaga (1895-1972) infatti studiava costantemente la storia dell’arte, appropriandosi dell’immaginario che vi ritrovava, dalle linee minimaliste degli abiti religiosi all’estetica nero su nero dell’abito di corte asburgico.

Uno degli stilisti più influenti e ammirati di tutti i tempi, per Christian Dior è stato il ”maestro di tutti noi”. Lo stile di Balenciaga si distingueva per le sue forme dalla linea essenziale, che offrivano alle donne nell’Europa del secondo dopo guerra un’alternativa alla vita stretta e alla gonna a ruota diffuse da Dior con il New Look nel 1947. Basti pensare all’Envelope Dress del 1955, esempio nel quale lo stilista spagnolo tende all’astrazione completa, rimuovendo ogni residuo formoso. 

A cura di Eloy Martínez de la Pera, l’esposizione riunisce per la prima volta 90 indumenti Balenciaga e 55 dipinti spagnoli datati tra il 500 e il 900. La collezione di dipinti, originaria da importanti musei e collezioni private provenienti dalla Spagna, è presentata in ordine cronologico accanto agli abiti Balenciaga, rivelandone la più intima e incredibile fonte di ispirazione.

Ogni stanza è dedicata a un grande maestro spagnolo che ha influenzato lo stilista, da El Greco al pittore di corte Francisco de Zurbarán e Francisco de Goya. La mostra non manca di omaggiare in maniera particolare il nero, uno dei colori preferiti di Balenciaga, così come l’importanza storica della linea e della forma.

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