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Arte sui cammini

La via francigena nel suo tratto laziale sta per diventare un museo a cielo aperto di arte contemporanea. Presto sarà costellata di installazione en plain air. E tra queste quelle di Leonardo Petrucci e Andrea Aquilanti, che rientrano nel progetto intitolato Viandante, che inaugura venerdì 5 luglio, nei pressi di Viterbo.

Il progetto, a cura di Barbara Reggio, coinvolge due artisti di differenti generazioni, Andrea Aquilanti (1960) e Leonardo Petrucci (1986) e si articola in tre opere legate da un fil rouge che approfondisce l’eredità storica e culturale della via Francigena nel nord, nel tratto del Comune di Viterbo. I siti interessati sono il passaggio pedonale coperto di via G. Marconi, in pieno centro città, che incrocia direttamente la Francigena, nonché l’attuale itinerario alternativo in bicicletta, e il Parco delle Piscine Carletti che nei secoli passati ha rappresentato un luogo di sosta e ristoro per i pellegrini in viaggio, per via della prossimità e facile accessibilità a piedi dalla via romea. Grazie all’intricata rete di sovrapposizioni e sollecitazioni visive, le due opere di Andrea Aquilanti trasformano, anche attraverso un’importante riqualificazione urbana, il passaggio pedonale di via G. Marconi da semplice luogo di transito a esperienza fortemente caratterizzata, che evoca il viaggio come cammino spirituale.

LE OPERE
La prima opera, intitolata Scala Santa, si costituisce a partire da una duplice videoproiezione sovrapposta a sua volta a un dipinto su muro della Scala Santa, storico luogo di culto nelle immediate adiacenze della Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma. La videoproiezione restituisce il movimento dei passanti che, salendo e scendendo le scale esistenti, vedranno la propria ombra, ripresa da una telecamera fissa, interagire con l’immagine sottostante della Scala Santa, simulando così un’ideale ascesa dei viandanti. Le temporalità multiple che si generano e si intersecano scardinano la coscienza di illusività della rappresentazione.

La seconda opera, Le mura e le porte, prevede quattro lunghi disegni a stampa, manipolati dall’artista secondo la pratica e il linguaggio estetico che contraddistinguono la sua poetica. Disposte frontalmente sulle pareti laterali del passaggio pedonale, le opere raffigurano la cinta muraria che abbraccia la Viterbo medievale, ultimo grande comune prima dell’arrivo a Roma. Il lavoro ripropone l’intero perimetro esterno della città, intervallato dalle sue numerose porte, quale tragitto del pellegrino lungo l’asse della Cassia. Entrambi gli interventi riflettono sulla compenetrazione di diversi livelli di realtà e memoria attraverso la stratificazione di movimenti reali su movimenti virtuali: ombre, piani prospettici e paesaggi si sovrappongono e si affollano, animati dalla vita della città e dai movimenti del visitatore, protagonista in prima persona di un pellegrinaggio che sembra rimandare al corteo dello Sposalizio della Vergine, l’affresco di Lorenzo da Viterbo nella non distante Chiesa di Santa Maria della Verità. 

Leonardo Petrucci ha individuato come luogo d’intervento l’area adiacente al sito archeologico delle Terme delle Piscine Carletti. L’opera sintetizza idealmente la storia della genesi della via Francigena, scolpendone nel marmo le origini, rappresentate dal primo documento che ha consentito l’identificazione del tracciato. L’artista ha infatti ricercato la più antica relazione di romeaggio nota come l’Itinerario di Sigerico, dal nome dell’Arcivescovo di Canterbury che compì il viaggio nel 990. Tra le 79 tappe principali descritte, figura Sce Valentine, antico nome dell’attuale zona termale viterbese del Bullicame. Da tale suggestione trae spunto il titolo dell’opera, Submansio VI, nome attribuito da Sigerico a questa specifica tappa del suo pellegrinaggio. Petrucci progetta un’opera di vaste dimensioni, un grande masso di travertino diviso in due, e quindi attraversabile, sulle cui facciate interne è inciso parte del testo del manoscritto a indicare il termine post quem decorre la tradizione culturale della Francigena. L’opera materializza l’idea dell’attraversamento di luoghi e paesaggi per raggiungere un obiettivo spirituale che si concretizza nella città eterna. Di qui, la scelta del travertino, preferito alla pietra locale del peperino, per rappresentare metonimicamente Roma.

L’itinerario di Sigerico è racchiuso e nascosto all’interno dell’elemento naturale dell’intero masso di travertino che l’artista maieuticamente spacca in due per riportare alla luce l’epigrafe che quindi appare come il risultato di uno strappo del suo positivo dal suo negativo. L’operazione spaziale apre il tempo e libera la memoria storica. Nel contesto dell’installazione dell’opera, è stato inoltre realizzato uno scavo preventivo dell’area, da cui sono emerse delle significative preesistenze archeologiche pertinenti a strutture termali di epoca romana. Questa scoperta contribuisce ad arricchire ulteriormente il nesso culturale che lega l’intervento contemporaneo alla storia stratificata di questo territorio.

Inaugurazione: venerdì 5 luglio 2019
ore 18 Parco delle Piscine Carletti – Viterbo
ore 19.30 Passaggio pedonale di via Marconi – Viterbo

Foto di Francesco Galli

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