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Vezzoli, Party politics

A cosa si è ridotto il potere? Qual è il suo volto umano? Eccolo là, basta andare alla Fondazione Giuliani per capirlo. Francesco Vezzoli ha raccontato il ritratto di un’epoca nella sua mostra Party Politics. Una collezione di foto di grandi reporter degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, che ”beccano” i protagonisti della vita politica, economica e sociale nei loro momenti di debolezza, se intendiamo per debolezza il mostrarsi senza l’abito istituzionale, o intimità, se la immaginiamo come il mostrarsi per ciò che si è. Con il Berlusconismo alle spalle e con il puritanesimo vigente (almeno a parole) questa mostra sembra capitata nel momento giusto.

Attraverso l’esplorazione del potere della cultura popolare contemporanea, Vezzoli continua a occuparsi dell’ambiguità fondamentale del vero, della seduzione del linguaggio e dell’estrema vulnerabilità dei personaggi umani. Utilizzando molteplici media, dal video e la performance alla fotografia e il ricamo, Vezzoli crea opere ricche di riferimenti e citazioni che sfidano le distinzioni tra arte alta e cultura popolare. L’artista ha raggiunto la fama con i suoi film con protagonisti icone pop e celebrità mentre la sua produzione più recente riflette sull’iconografia del passato italiano, così come nella mostra alla Fondazione Giuliani, Party Politics, dove analizza i rapporti tra politica, spettacolo e arte visiva. Utilizzando una selezione di fotografie d’archivio scattate principalmente negli anni Ottanta dai fotoreporter, la mostra esplora sia il lento declino dell’impegno politico e l’allontanamento dal radicalismo e dall’idea di collettività che pervadevano i decenni degli anni Sessanta e Settanta, sia il progressivo imporsi di un’epoca segnata dall’edonismo e dalla mondanità. Immagini di medio e grande formato ritraggono eventi mediatici, impegni politici e party di noti personaggi politici e personalità di spicco, in una presentazione che rievocasia i ritratti cortigiani di Hans Holbein il Giovane, che i soggetti morali moderni di William Hogarth. Con occhio critico ma mai blasfemo, Vezzoli trasforma le fotografie, ricche di simbolismo, allusione e paradosso, in epici ritratti di un’epoca.

La mostra è realizzata in collaborazione con lo scrittore e giornalista Filippo Ceccarelli, che accompagna ogni opere con suoi testi tratti dal libro Invano. Il potere in Italia da De Gasperi a questi qua.

Fino al 19 luglio
Fondazione Giuliani
Via Gustavo Bianchi 1
Info: www.fondazionegiuliani.org

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