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La voix libérée – Poesie sonore

In occasione della Giornata Mondiale della Poesia, inaugura oggi al Palais de Tokyo La voix libérée – Poésie, una mostra, promossa dalla Fondazione Bonotto, concepita come un dispositivo che attraversa la poesia sonora in modo non esaustivo, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale agli sviluppi contemporanei.

A questo punto è necessario fare un passo indietro nella storia. La poesia fonetica –  poi divenuta sonora – rappresenta nel XX secolo un atto di emancipazione. Le avanguardie ne hanno fatto la punta di diamante della loro lotta contro i sistemi, le credenze e i dogmi, abbandonando talvolta la semantica. Di queste lotte eroiche oggi non restano che miti e leggende, ma i tempi sono cambiati, e così anche i combattenti e le utopie non hanno più lo stesso abito. Le nuove tecnologie hanno invaso oggi lo spazio del linguaggio, in meglio o in peggio. In peggio imponendo una razionalizzazione digitale delle parole e dei suoni. In meglio offrendo al linguaggio delle fonti e degli strumenti infiniti. A partire dagli anni Cinquanta, i progressi tecnologici hanno così permesso alla poesia fonetica di diventare sonora.

Curata da Eric Mangion e Patrizio Peterlini, l’esposizione propone, senza nostalgia, un percorso tra le voci del passato e quelle del presente. Volutamente trans-storico e internazionale al fine di affermare la continuità delle pratiche e degli esperimenti, si tratta di un dispositivo concepito come canale di ascolto. Ciò avviene grazie a un trasmettitore che produce una frequenza che si diffonde all’esterno delle mura del museo, diffondendo non solo il programma sonoro, ma anche una serie di luoghi e radio che estenderanno questa esperienza per tutta la primavera.

La voix libérée ci introduce in maniera diretta e immersiva tra gli artisti che utilizzano ancora le parole e i suoni come esercizio di libertà. Le opere audio in mostra sono di: Tomomi Adachi, Arcand Pierre André, Atlanta Poets Group, Martin Bakero, Gary Barwin, Caroline Bergvall, Julien Blaine, Jaap Blonk, Luis Bravo, Anne-James Chaton, Henri Chopin, Carlfiredrich Claus, Bob Cobbing, Felipe Cussen, Augusto De Campos, Paul De Vree, François Dufrêne, Eduard Escoffet, Robert Filliou, Giovanni Fontana, The Four Horsemen, Steven J. Fowler, Jérôme Game, Ilse Garnier, Pierre Garnier, John Giorno, Klaus Groh, Brion Gysin, Sten Hanson, Ian Hatcher, Bernard Heidsieck, Dick Higgins, Ake Hodell, Zuzana Husárová, Isidore Isou, Juan Angel Italiano, Ernst Jandl, Maja Jantar, Bengt Emil Johnson, Evgenji Kharitonov, Ferdinand Kriwet, Nobuo Kubota, Katalin Ladik, Anne Le Troter, Franck Leibovici, Weronika M. Lewandowska, Violaine Lochu, Arrigo Lora Totino, Ghérasim Luca, Jackson MacLow, Kgafela oa Magogodi, Michèle Métail, Enzo Minarelli, Franz Mon, Maurizio Nannucci, Seiichi Niikuni, Ladislav Novak, Clemente Padin, Arthur Petronio, Anat Pick, Decio Pignatari, Jörg Piringer, Mimmo Rotella, Gerhard Rühm, Rike Scheffler, Carolee Schneemann, Adriano Spatola, Amanda Stewart, Demetrio Stratos, Kinga Toth, Jaromír Typlt, Louise Vanardois, Emmett Williams, Gil J. Wolman, Misako Yarita.

Di seguito, gli estratti delle opere di Julien Blaine, Giovanni Fontana e Maja Jantar.

 

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