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Sacro e profano, Jeff Koons in mostra all’ Ashmolean Museum

Il 7 febbraio ha inaugurato a Oxford la mostra di Jeff Koons all’Ashmolean Museum di Oxford. Le opere provocatorie, formose e sarcastiche del celebre artista statunitense sono esposte nella casa della tradizione, uno spazio quasi sacro, che ospita nella sua collezione i dipinti di Raffaello e vari capolavori del passato, di ispirazione classica e moderna. Un contrasto voluto, come ha spiegato lo stesso direttore del museo Xa Sturgis: «La mostra vuole provocare un dialogo tra le tradizioni artistiche che il museo rappresenta e l’arte di Koons, che le riflette, le sfida e le reinterpreta». L’artista ha creato un percorso cronologico che definisce circolare, in cui vengono sottolineati gli elementi di continuità nella sua carriera dai primi anni Ottanta a oggi. Si va dalla prima opera, One ball total equilibrium tank, del 1984, quella che lo ha lanciato nel mondo dell’arte contemporanea, fino al Rabbit, passando per la Balloon Venus e il Torso Belvedere. C’è tempo fino al 9 giugno per vedere questa bizzarra mostra e rituffarsi nella poetica del discusso artista, uno dei più criticati ma anche dei più pagati del secolo scorso, che non ha mai mancato di stimolare con le sue intuizioni un dibattito sulla cultura pop e consumistica occidentale. Lo ha fatto con le sue opere, con le sue scelte di vita e con le sue dichiarazioni, mai banali e sempre prorompenti.

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