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Parte la stagione espositiva di Galleria Continua di San Gimignano con le mostre personali di quattro artisti d’eccezione

La Galleria Continua di San Gimignano inaugura il 26 gennaio la stagione espositiva del 2019 con le mostre personali di Nikhil Chopra, il duo Ilya & Emilia Kabakov, Giovanni Ozzola e Nari Ward, visitabili fino al 7 aprile. 

Drawing a Line through Landscape di Nikhil Chopra è un progetto che fece nel 2017 per documenta 14, con il supporto di Piramal Art Foundation, Payal, e Anurag Khanna, Galleria Continua e Chatterjee & Lal. Tra live art, fotografia, installazioni, disegni e scultura, la pratica artistica di Chopra si concentra soprattutto sulla performance, che nasce spesso dall’improvvisazione, trattando temi come l’identità, la posa e l’autoritratto, il ruolo dell’autobiografia e riflettendo sulla parte svolta dalla durata della performance stessa. L’artista unisce vita quotidiana, memoria e storia collettiva, al punto che attività giornaliere come riposarsi, mangiare, vestirsi e lavarsi, ma anche disegnare e produrre vestiti, tutto diventa parte del processo di creazione dell’opera d’arte e quindi della mostra. Le opere del duo artistico Kavakov si ritrovano in collezioni dal prestigio internazionale come quelle del Moma di New York e del Centre Pompidou di Parigi. Una poetica dai tratti melanconici e fantastici, la loro, che caratterizza anche l’installazione in mostra The Eminent Direction of Thought: in a dark room is a seat, to which are attached coloured strings that stretch upwards; from the ceiling hangs a bare, transparent light bulb. Octillion di Giovanni Ozzola comprende nuove sculture, fotografie mai esposte prima e un video creato per l’occasione. Mosso da tematiche filosofiche ed esistenziali, Ozzola con questa esposizione è partito dal corpo fatto da atomi derivanti da collisioni interstellari, e in particolare dall’ottilione, cioè un numero formato dall’1 e seguito da 48 zeri, che a sua volta è il numero degli atomi che costituiscono il corpo umano. Infine, con Down Doors, Nara Ward mette in scena una concezione quasi animistica dell’usato e dello scartato e degli oggetti che nascono dalla combinazione di altri elementi narrativi. Il suo lavoro è parte della lunga tradizione Afro-Americana per cui lui rappresenta uno dei portavoce più importanti.

Info: www.galleriacontinua.com/exhibitions

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