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Promètheus, alla galleria Triphè in mostra le opere di Giorgio Lupattelli

Continua fino al 16 settembre la personale di Giorgio Lupattelli: Promètheus capitolo 1, a cura di Maria Laura Perilli, che ha inaugurato il 16 giugno negli spazi della sede di Cortona di Galleria Triphè. Le opere in esposizione, prima a Cortona e poi a Roma, rappresentano non solo le capacità pittoriche e scultoree dell’artista ma sono, soprattutto, l’espressione di un linguaggio artistico autonomo e identificabile. Lupattelli ha raggiunto una maturità artistica che si è stratificata nel tempo, anche grazie al contributo formativo dei tanti artisti incontrati nel tempo e da lui stesso sovente omaggiati con citazioni più o meno esplicite. Il nome Promètheus, scelto dall’artista per identificare i due momenti espositivi, non è casuale. Esso risponde al preciso intento di stigmatizzare una proposta artistica che vuole esaltare quella creatività tanto ben incarnata proprio da Prometeo, mito dell’uomo creativo per eccellenza.

«Credo che l’uomo contemporaneo sia probabilmente andato oltre il mito di Prometeo – spiega Lupattelli – e, pur muovendo da sacrosanti principi, è sempre più in delirio di onnipotenza e si crede in diritto di adeguare il mondo a tutto ciò che lo circonda, alle proprie esclusive esigenze, fregandosene spesso delle conseguenze». Le opere esposte sono realizzate con le tecniche più variegate, una varietà che ben rappresentano l’inquietudine che accompagna l’artista. Turbamento che traspare in molte delle opere di Lupattelli, che sono in bilico tra una classicità prorompente e una contemporaneità destabilizzante. La ricerca dell’artista si concentra sul tentativo di trovare un punto di equilibrio tra razionalità e irrazionalità, tra essere e apparire. Una ricerca di stabilità che tanto attanaglia l’uomo di oggi, anche se spesso in maniera inconsapevole. È un’inquietudine, questa, che un artista come Lupattelli riesce trasferire in maniera efficace e intensa nelle sue opere.

Info: www.triphe.it

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