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Vince l’essere umano nell’affaire del selfie realizzato da una scimmia

Si è risolto lunedì 21 aprile una problema che andava avanti da anni: una corte d’appello statunitense ha giudicato che una scimmia non può godere dei diritti su una foto scattata da lei. Tutto è iniziano nel 2011 quando il fotografo e reporter David Slater è volato in Indonesia per realizzare un servizio. Mentre scattava fotografie a una comunità di macachi, uno di questi gli ha afferrato la macchina fotografica e ha spinto sul pulsante dello scatto realizzandosi un selfie. Il fotografo è poi riuscito a riprendere la sua macchina e scoprendo la fotografia ha cominciato a diramarla in giro per il web.

È qui che interviene la Peta, acronimo per People for the Ethical Treatment of Animals, sostenendo come lo scatto sia stato realizzato dalla scimmia, nel mentre soprannominata Naruto, e non dal fotografo. E insomma, solo perché è un animale non è giusto che non abbia gli stessi diritti del fotografo. Ma la corte d’appello ha concluso che le violazioni del diritto d’autore non posso che essere denunciati dagli esseri umani e non certo dalle scimmie: «Peta – hanno dichiarato – sembra sfruttare Naruto, malgrado lui, per i suoi scopi ideologici».  La Peta da parte sua ha invece concluso: «Naruto è una vittima di discriminazione semplicemente perché è un animale e non un essere umano».

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