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La casa d’aste online Paddle8 introduce la criptovaluta nelle aste online

Paddle8, casa d’asta online con sede a New York, annuncia un accordo strategico dopo il fallimento della fusione con Auctionata, casa d’aste online tedesca, causato dalla bancarotta di quest’ultima. Si tratta di una nuova fusione, questa volta con The Native, società tecnologica svizzera, dalla quale nascerà Paddle8 Lab, come riporta online IlSole24ore ”una business unit attiva nell’innovazione tecnologica per i segmenti dell’arte e del lusso incentrata sul sistema della blockchain”. La vera svolta è infatti che Paddle8 introdurrà vendite e aste online basate su blockchain, ovvero un database che registra tutte le transazioni tra due parti in modo efficiente, verificabile e permanente e che è componente principale della valuta digitale bitcoin dove funge da registro pubblico per tutte le transazioni. La prima è prevista per il 18 agosto. ”La popolarità delle valute blockchain – riporta The Art Newspaper – è cresciuta nonostante la mancanza di sostegno da parte di governi nazionali o banche centrali”.

Anche se di bitcoin e di blockchain si sente parlare ogni giorno di più, una buona parte della popolazione continua ad essere profondamente scettica e, in merito a questa operazione, molti esperti temono il rischio che le aste d’arte si possano trasformare ancora di più in un terreno fertile per il riciclaggio di denaro sporco. I sostenitori delle valute virtuali ritengono al contrario, in questo modo, di riuscire addirittura a prevenire le frodi e a migliorare il tracciamento di asset e identità. Per Paddle8 si tratta di un passo verso modifiche importanti del mercato dell’arte in funzione di una generazione più giovane che investe sempre più nella criptovaluta. In ogni caso, impossibile non porsi domande su come un’operazione come questa possa intaccare il futuro dell’arte: come si trasformerà il mercato? come questi cambiamenti toccheranno le principali figure attualmente coinvolte? Il co-fondatore di Paddle8, Alexander Gilkes, si è dichiarato tutt’altro che preoccupato e ha comunicato al New York Times che la mossa ”è sempre più in linea con una nuova generazione di collezionisti”. Senz’altro ci vorrà del tempo per far ingranare il sistema e per vincere le perplessità degli investitori meno restii al cambiamento. Di certo, il crollo del Bitcoin della scorsa settimana non ha aiutato a infondere fiducia nei confronti della criptovaluta. Ma d’altra parte, quale cambiamento non comporta dei rischi? Anche Cameron Winklevoss, consulente di lunga data per la società, ha affermato che il sistema blockchain potrebbe davvero essere la chiave per aumentare la trasparenza nei mercati di tutto il mondo, incluso il mercato dell’arte. Allora perché non provare?

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