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All’Istituto Svizzero una 24ore di eventi per festeggiare la fine dell’anno accademico

L’Istituto Svizzero di Roma apre le sue porte per un weekend ricco di eventi. Dal 23 giugno si alternano in villa workshop, installazioni interattive, performance, sleep concert, opere in mostra, danza e djset per festeggiare la conclusione dell’anno accademico. I residenti dell’Istituto Svizzero di artisti e ricercatori, hanno scelto di presentare – come lavoro conclusivo della loro residenza annuale – il progetto interdisciplinare Inscape Rooms che coinvolge alcuni ospiti invitati per l’occasione. Il titolo richiama la possibilità di esplorare gli spazi e i lavori come se fossero dei paesaggi interiori. La tematica portante di questo evento è infatti l’indagine del pensiero negli aspetti che riguardano l’inconscio, l’area del sogno, il funzionamento metaforico della mente, la percezione multi-sensoriale, la memoria, lo sconfinamento nella realtà virtuale o soprannaturale, il sublime, il flusso di coscienza, lo stato ipnotico. E proprio come il pensiero si muove in un territorio di libertà difficile da limitare o definire, così l’evento di fine anno accademico si offrirà al pubblico come un contenitore da esplorare e da vivere nei diversi momenti strutturati nell’arco di 24 ore: dalle 14.00 di venerdì 23 giugno alle 10.00 di sabato 24.

Tra i tanti eventi inaugura il 23 giugno alle 18.00, negli spazi del giardino e della Dipendenza, la collettiva La vita della mente, curata da Giuliana Benassi e costruita in osmosi con il progetto Studio Roma Inscape Rooms. Gli artisti coinvolti – italiani e borsisti presso l’Istituto – Pauline Beaudemont, Alessandro Cicoria, Michela de Mattei, Federica Di Carlo, Antonio Fiorentino, Genuardi/Ruta, Edgars Gluhovs, Nelly Haliti, Marta Mancini, Simone Pappalardo, Marion Tampon-Lajarriette presenteranno dei lavori inediti o ripensati per contribuire alla costruzione di un’indagine sugli aspetti della mente, toccando corde diverse e connessioni trasversali. Il titolo della mostra, letteralmente rubato all’ultima opera (incompiuta) di Hannah Arendt, allude alla vita del pensiero per una proposta di lettura delle opere in mostra secondo tematiche che riguardano la dimensione e il funzionamento della mente: dalla memoria alle componenti visionarie, dal linguaggio all’intuizione scientifica, dal rapporto apparenza-parvenza al funzionamento metaforico della mente, dal flusso di coscienza alla dimensione onirica: tutte rapportate all’io pensante. Il progetto e la mostra andranno a coincidere, a sovrapporsi o a distinguersi nel medesimo luogo: la fluidità dell’evento cita in qualche modo le dinamiche Fluxus, ricollegandosi anche alla mostra Stockage di John M Armleder, visitabile nelle sale di Villa Maraini. Per tutto il programma: www.istitutosvizzero.it

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