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Auto, prodotto culturale

Arte e automobili possono sembrare due ambiti separati e incomunicabili fra loro. Questo a un primo sguardo. Approfondendo si scopre come i due campi siano in realtà molto vicini. Un esempio fra tutti è sicuramente il Futurismo che ha improntato la sua poetica proprio sulla velocità che le prime macchine di quegli anni, parliamo dei primissimi del Novecento, regalavano ai pochi fortunati che potevano guidarle. Quell’ammasso di ferro e lamiera entra allora nel mondo artistico per poi non andarsene più e conquistare posizioni diverse all’interno dell’universo creativo.

Su come l’automobile possa e debba considerarsi un prodotto culturale è incentrata la mostra ospitata al museo dell’automobile di Torino il Mauto. Intitolata Crossroads, l’esposizione si concentra su un periodo preciso, forse fra i più vivaci di sempre, quello del secondo dopoguerra e su due geografie distanti ma affini: Italia e Stati Uniti. Curata da Luca Beatrice e dal direttore dello spazio torinese Rodolfo Gaffino Rossi, la mostra raccoglie tanto esempi legati propriamente all’arte come dipinti, locandine, cinematografiche esponendo nomi come, così come modelli di macchine italiane e statunitensi.

«Il confronto tra car-design italiano e americano – spiega Gaffino Rossi – è un tassello fondamentale nel racconto della storia del design poiché, nel secondo dopoguerra, le influenze reciproche delle due scuole di stile – quella italiana e quella americana – sono state il motore di tutte le future evoluzioni della progettazione. Da una parte, l’eclettica creatività del design italiano ha influenzato, razionalizzandolo, lo stile americano proteso a esagerare i volumi e a estremizzare le forme: il gusto delle linee pulite e morbide ha moderato le spigolose esagerazioni delle vetture americane dalle grandi code e dai musi ridondanti. Dall’altra parte, la scuola americana ha rafforzato il connubio tra stile e tecnologia trasformando la modellazione artigianale delle officine italiane in progettazione sistematica e tecnologica».

Fino al 25 giungo; Mauto, Corso Unità d’Italia 40, Torino; info: www.museoauto.it

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