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La Cina protagonista della seconda edizione di Paradoxa

Dopo il Giappone è la Cina la protagonista del secondo appuntamento del progetto Paradoxa, dal 22 aprile a Casa Cavazzini, Museo d’arte moderna e contemporanea di Udine. Inaugurato lo scorso anno per investigare le nuove forme creative dell’arte contemporanea estremo-orientale e basato sul tema del paradosso, Paradoxa esplora un contesto espositivo nazionale e un singolo tema: dopo la manipolazione degli oggetti e del quotidiano, che era stato il focus della mostra 2016 sul Giappone, l’edizione sulla Cina ha scelto di sondare il tema dell’oscurità nell’arte e nella cultura cinese.

Da sempre radicato come parte essenziale e irrinunciabile della realtà, costituisce infatti uno dei temi classici orientali, associati ai fondamenti bipolari della cultura filosofica e religiosa di questo paese. In mostra tre artisti già affermati a livello internazionale: dai soggetti filmati e successivamente riprodotti su tele enormi di Xie Nanxing, attraverso gli scatti senza tempo di una realtà sospesa di Chen Wei fino ai lavori di video art di  Cheng Ran. In concomitanza al Far East Film Festival, il più grande festival europeo del cinema asiatico che la città di Udine ospita ormai da 19 anni, l’evento di Paradoxa offre una proposta complementare di qualità come dimostra il successo di alcuni artisti selezionati per l’edizione 2016 sul Giappone. Takahiro Iwasaki si è guadagnato il ruolo di rappresentante del suo Paese alla prossima Biennale di Venezia, mentre Taro Izumi è presente al Palais de Tokyo di Parigi con una mostra personale. Se siete curiosi avete tempo fino al 27 agosto. Info: www.civicimuseiudine.it

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