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Inaugura fra due mesi la stazione ferroviaria firmata Zaha Hadid ma non è ora tutto quello che luccica

Iniziata nel 2003 e pronta fra un paio di mesi dopo decenni di blocco lavori la stazione ferroviaria Napoli Afragola firmata da Zaha Hadid non è la meraviglia che sembra a un primo sguardo. Bella è bella, certo, niente da dire, tanto che la Cnn l’ha da poco messa tra le perle dell’architettura contemporanea. Assomiglia a un serpente nella sua lunghezza di circa 400 metri per quarantamila metri quadrati divisi su quattro piani e definiti da 5 mila metri di vetrate. Un gigante dell’architettura decostruttivista e un orgoglio per Napoli e l’Italia in generale ospitarne un esempio così paradigmatico. Ma non è ora tutto ciò che brilla. A sollevare il tappeto e scoprire la polvere ci pensa il Corriere della sera. Prima di tutto i prezzi, 60 milioni di euro, e poi l’indotto, nullo. Cioè, la stazione è in mezzo a un bellissimo campo verde e non è collegata così bene, non c’è nessuna fermata della metropolitana, la più vicina è a 20 chilometri, non passa la ferrovia Circumvesuviana e soprattutto non transiteranno, almeno al momento, treni alta alta velocità, ovvero il motivo per cui è stato approvato il progetto della stazione. Ora infatti i super rapidi passano per la stazione di Napoli centrale e quella di Hadid era prevista per dividere il traffico ferroviario. Ora a quei 60 milioni di euro e vanno aggiunti molti altri per creare parcheggi e servizi navetta ma al momento non sembrano esserci progetti concreti in proposito. Il sindaco di Afragola Domenico Tuccilo cerca di attirare l’attenzione ricordando come  «La nuova stazione non può rimanere lì come un’astronave abbandonata nei campi».

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