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Notturno smarrito

Nell’ambito della mostra Sensibile Comune – Le opere vive, organizzata negli spazi della Galleria Nazionale di Roma, all’interno del progetto C17 – The Rome Conference on Communism, si è svolta sabato 21 gennaio la performance di Matteo Nasini: Notturno smarrito. Uno sleep concert, già sperimentato dall’artista lo scorso anno nella sede di Marsèlleria a Milano, della durata di nove ore, cioè il lasso di tempo in cui è racchiuso il sonno di una persona.

Al centro dell’esperimento, infatti, la trasformazione in tempo reale da parte dell’artista in suono dell’attività cerebrale di una persona addormentata. Nel caso specifico, una performer, che ha accettato di far monitorare le sue onde cerebrali dall’artista nel corso della notte, in uno spazio del museo. A godere del “concerto” da esse generato un pubblico di persone, invitate a dormire nella sala adiacente a partire dalle 23:30. La  Sala via Gramsci del museo era stata allestita per l’occasione con materassi, coperte (realizzate dallo stesso Nasini) e una “zona tisane” (allungate a piacimento con del Rum). Un’esperienza unica di partecipazione che ha permesso per qualche ora di ascoltare un’attività che normalmente è inudibile e di entrare per un breve lasso di tempo ascoltare nei sogni di uno sconosciuto e varcare in un certo senso la soglia della sua intimità.

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