La galleria Fidia, storico baluardo artistico nel centro di Roma, ha accolto nella sua scuderia anche il talentuoso fotografo Stefano Compagnucci, uno dei più interessanti interpreti della scena romana e non solo. Classe 1975, si diploma nel 1999 in fotografia all’Istituto superiore di fotografia e comunicazione integrata e inizia la sua carriera professionale nel campo della ritrattistica e poi della fotografia pubblicitaria, realizzando campagne per diverse agenzie. Dal 2006 insegna fotografia alla Scuola Romana di Fotografia, della quale diventa vice direttore nel 2008 e direttore dal 2016, mentre dal 2012 ottiene la cattedra di fotografia alla Accademia RUFA – Rome University of Fine Arts.
Talento poliedrico, concentra la sua ricerca su soggetti suddivisi in serie, come Angeli, Informale, Spazio Sazio e Over Human. Come ha spiegato Costanza Savelloni, collaboratrice della galleria, ”Stefano indaga con lo stesso occhio asettico e preciso, pulito e narrativo i paesaggi trascurabili ai margini della città, resi interessanti dal taglio compositivo perfettamente simmetrico e dai colori complementari; oppure si sofferma sui corpi imperfetti, sacralizzandoli, bloccandone il movimento in un flash perfetto; o ancora ragionando sull’esistenza umana, a volte raffigura personaggi asessuati, sorta di alieni, persi in uno spazio atemporale alla ricerca di loro stessi; altre volte, invece, catturando il gesto sbadato di angeli distratti, ci propone curiose apparizioni, sorta di feticci abbandonati come tracce dei nostri custodi celesti”.
In tutti i suoi lavori, Compagnucci non si limita a proporre una versione edulcorata e accattivante dell’immagine fotografica – come a un primo e disattento sguardo potrebbe apparire- ma ci regala attimi di minuta narrazione, riflessioni aperte sulla metafisica di luoghi e immagini, storie e oggetti che fanno parte della nostra irreale realtà.
Info: www.stefanocompagnucci.com – http://www.artefidia.com/






