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With new eyes

Per accedere alle meraviglie custodite nel più profondo degli abissi bisogna scendere una manciata di scalini. Sono quelli che conducono alla Fondamenta art gallery di via Fraccaroli 7, a Roma, che ieri ha inaugurato con la mostra With new eyes, una selezione di scatti di Alberto Luca Recchi, giornalista, scrittore e fotografo subacqueo.


Al centro della rassegna, le fotografie collezionate dall’artista nell’arco di una vita trascorsa a immergersi nelle acque di tutti i mari, a imbattersi nelle specie marine più temibili, mosso dal desiderio di conoscere, documentare e portare avanti una passione, quella della fotografia. ”Quarant’anni di caccia, quarant’anni di privazioni e di pericoli e di tempeste – scriveva Herman Melville in Moby Dick – quarant’anni sul mare spietato”, ma nella ricerca di Recchi non c’è nessuna vendetta, solo l’amore per la natura e le sue forme, concretizzatosi nell’ingombrante presenza di Fra, un enorme squalo elefante, portato per l’occasione al centro della galleria: «Per molti anni ho avuto come coinquilino Fra – ha spiegato l’artista – che è il più grande pesce del mondo. Si era arenato vicino Rimini e ho chiesto di portarlo con me. È stato tassidermizzato, quindi ha la sua vera pelle, i suoi veri denti». A dividerlo dal pubblico, non c’è nessuna teca come quella utilizzata da Damien Hirst per conservare il suo squalo in formaldeide, ma l’impatto è piuttosto analogo: «Uno squalo – da sempre afferma Hirst – fa paura, è più grande di te, si muove in un ambiente a te sconosciuto. Sembra vivo quando è morto e morto quando è vivo».

Ad accompagnare questa tappa espositiva, significativo compendio della sua carriera, non solo amici e parenti di Recchi ma anche personaggi pubblici che in passato hanno lavorato insieme a lui. Tra questi non poteva mancare un’istituzione come Piero Angela che nel 1998 ha seguito la spedizione organizzata da Recchi per documentare le balene del Mediterraneo con una serie di puntate di Superquark. «Arte e scienza – ha raccontato a Inside Art – è un binomio da sempre vivo, basti pensare a Leonardo da Vinci. Ma ancor più lo è quello tra scienza e musica. Ad accomunare scienza, arte e musica, un elemento principale, la creatività». Tra i partecipanti anche personaggi del calibro dell’ex presidente della Camera Luciano Violante, Stefano Folli, ex direttore del Corriere della Sera e attuale editorialista della Repubblica, Fulco Pratesi, presidente onorario e fondatore del WWF Italia, la conduttrice televisiva Livia Azzariti e, dal mondo dello sport, l’attaccante della Lazio Ciro Immobile.

Ma la serata, oltre che un momento di celebrazione dell’arte di Recchi e di altri due artisti, Eugenio Marcuzzi e il giovane Lorenzo Garbarino Necci, presenti con le loro opere nelle altre sale dello spazio, è stata anche un momento importante di svolta per la nostra rivista Inside Art che trasferisce la sua redazione in quello che è stato fino ad oggi l’atelier di Recchi. «Guido Talarico – ha spiegato l’artista – è un editore che si dedica al lavoro di giovani artisti emergenti e li lancia. Passo il testimone a lui, che farà vivere questo spazio che fino ad adesso ha fatto del bene solo a me». E infatti la redazione di Inside Art da questo momento in poi ospiterà al suo interno uno spazio espositivo, battezzato Fondamenta per dare continuità al proprio lavoro di ricerca sull’arte contemporanea. «Tenteremo – ha affermato Talarico – di far diventare questo posto un luogo di sperimentazione, l’abbiamo ribattezzato Fondamenta, perché crediamo che la cultura sia il fondamento di questo paese e crediamo che di giovani talenti ce ne sono tanti e che hanno bisogno di sostegno». Una nuova avventura per Inside Art che comincia da qui, da via Fraccaroli 7.

photo Eliana Casale

 

 

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