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Al Pac la mostra di Armin Linke, il fotografo che riflette sulle trasformazioni globali

Se è vero che siamo entrati in una nuova era geologica, l’Antropocene, Armin Linke è di sicuro il fotografo che più ha cercato di trasferire in immagini il rapporto tra uomo e biosfera, l’impatto che il progresso ha avuto sulla nostra Terra. Con la mostra L’apparenza di ciò che non si vede, fino al 6 gennaio nelle sale del Pac di Milano, Linke presenta il suo nuovo progetto, frutto della collaborazione con un geologo, un geografo, un antropologo, un architetto, un massmediologo, una storica della scienza, una curatrice esperta di archivi, esperti ai quali ha chiesto di selezionare, tra le migliaia di immagini del suo archivio fotografico, dei percorsi di lettura. Linke quindi diventa regista di un esperimento scientifico in cui il risultato dipende da come verrà letto il suo archivio dagli esperti interpellati. Leggendo le immagini alla luce delle proprie ricerche e ambiti di studio, ciascuno di loro ha prodotto una selezione che illustra una diversa e specifica visione della società contemporanea. Attraverso più di centosettanta immagini fotografiche, testi e audio, emerge chiara la ricerca di Linke, indagare la trasformazione globale delle infrastrutture e l’interconnessione della società postindustriale attraverso l’informazione digitale e le tecnologie della comunicazione. L’esposizione del Pac, curata da Ilaria Bonacossa e Philipp Ziegler, nata l’anno scorso allo ZKM di Karlsruhe in Germania, è anche il frutto di una ricercata costruzione architettonica e di design: i pannelli mobili formano una struttura combinatoria capace di articolarsi in molteplici percorsi. Fino al 6 gennaio; info: www.pacmilano.it/exhibitions

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