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Willi Moegle e Otto Steinert a Villa Massimo

Ha inaugurato ieri all’Accademia Tedesca a Villa Massimo la mostra fotografica dedicata a Willi Moegle e Otto Steinert. La mostra è curata dalla storica della fotografia Ute Eskildsen, rappresenta un’anteprima della XV edizione di Fotografia – Festival Internazionale di Roma (al Macro) ed è inserita tra le prestigiose esposizioni collaterali del Festival. La mostra, visibile fino al 2 dicembre, è la terza di una serie espositiva che illustra l’evoluzione della fotografia tedesca dagli anni Venti a oggi e che mette in dialogo o in contrasto le opere di due fotografi di un’epoca. L’avvio della serie, nel 2014, fu con la mostra di August Sander e Helmar Lerski seguita dalla seconda, nel 2015, con Erich Salom e Friedrich Seidenstücker. La terza edizione è dedicata al dopoguerra, in particolare alla fine degli anni cinquanta, epoca del miracolo economico tedesco. Willi Moegle e Otto Steinert sono due creatori della fotografia in bianco e nero: il primo è rappresentante della fotografia di oggetti e il secondo della rappresentazione astratta sperimentale. Due fenomeni polari: la fotografia applicata e quella libera. Secondo Joachim Blüher, il direttore di Villa Massimo «qui si tratta di due fotografi in un Paese che non solo aveva perso una guerra, ma che con il regime nazionalsocialista era stato privato di ogni fondamento di cultura e umanità. […] Quello che è rimasto ora in Germania è una modesta oggettività. Nella consueta brillante realizzazione tecnica. Perché questa al Paese non si può sottrarre».

 

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