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La repubblica del catch

Mario è un goffo e minuto ometto che vive in solitudine, gestendo un negozio di pianoforti che i suoi genitori gli hanno lasciato in eredità. Certo, stare sempre per conto proprio non è il massimo – «a volte mi sento solo, preferirei una donna» – e nella patria del catch (lotta popolare), lo «sport più elegante che ci sia» con «la forza, la prestanza, i costumi rossi e oro», il ”nostro” si ritrova senza le giuste qualità per farsi apprezzare. Una routine quotidiana, la sua, spezzata solo dalla presenza di un amico alquanto particolare, un pinguino («non è molto affettuoso ma mi fido di lui. Non è neanche troppo loquace, ma va bene così»), geniale pianista in grado di far muovere i pianoforti suonandoli. Ma in città sta per scoppiare una guerra, e Mario sembra doverne fare parte, perché il resto della sua famiglia, i suoi amati e odiati cugini – «non ho bisogno di infilarmi nei loro traffici, anche se non posso neanche permettermi una macchina», si lamenta – sono il clan mafioso che gestisce la metropoli e ogni traffico che la riguarda (inclusi gli incontri di catch).

Dopo Il celestiale bibendum, Eris edizioni presenta La repubblica del catch (224 pagine, 17 euro), graphic novel in bianco e nero ad opera (ancora) del visionario maestro transalpino Nicolas de Crécy; serializzato originariamente sulla rivista giapponese Ultra jump tra il 2014 e il 2015, questo lavoro è stato pubblicato in un’edizione integrale nel 2015, in Giappone da Shueisha e in Francia da Casterman. «Noi siamo la spazzatura del mondo. Siamo la sconfitta, l’altra faccia della medaglia. Siamo i falliti, quelli che il mondo non vuole più vedere. Noi siamo la debolezza», si legge sulla quarta di copertina. Ed in effetti questa graphic novel è la storia, tanto poetica quanto amara, di come l’assoluta irrisolutezza possa trasformarsi in arma all’interno di un mondo di violenza bruta e forza fisica, sullo sfondo di una città che tanto assomiglia a una New York-sur-Loire (vedi Il celestiale bibendum), ma più cupa e intrigante. Tra lirico e grottesco, crudeltà e dolcezza, Nicolas de Crécy è un autore innovativo e, al contempo, saldamente ancorato al suo universo creativo. Nel caso di La repubblica del catch, poi, non mancano i rimandi ai manga, sia per quanto riguarda l’attrazione nei confronti di alcuni elementi della cultura tradizionale nipponica (come gli spettri/yokai) sia in merito alla velocità di narrazione. Un turbinio di emozioni che oscillano tra assurdo e reale. Come nella giostra della vita.

Info: www.erisedizioni.org

 

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