Un giardino e un pianoforte a Vibo Valentia

Nel palazzo simbolo dell’Intellighenzia di Vibo Valentia e affini. Un evento organizzato dalla Associazione Pro Fondazione Antonino Murmura, icona e faro della civiltà di Vibo e dell’impegno politico. Come quello del senatore Antonino Murmura, a cui la associazione è dedicata. Un parlamentare. Un nome che a Vibo, e non solo, tutti conoscono per l’attività politica elevata e rigorosa. Erano gli anni della Democrazia Cristiana, anni in cui la classe politica aveva davvero classe e professionalità. Il cuore dell’evento è stato un concerto pianistico in un giardino col Labirinto, che ha fatto sembrare a tutti di essere elementi di un quadro dalla suggestiva cornice. Sullo sfondo, tra nuvole e stella accese nella notte, il mare. Mare Nostrum. E di tutti. Alla tastiera il vincitore del concorso Chopin di Roma il maestro Eugeni Starodubtsev, 34 anni, formato alla scuola russa, ma convinto che alla base del pianismo non vi sia un particolare metodo o una specifica scuola migliore delle altre, ma solo pratica continua, severa e ambiziosa.

I grandi pianisti del passato, a partire da quelli di cui si hanno registrazioni dirette, sono i suoi padri ispiratori. Come Alfred Cortot, mirabile discepolo di Chopin, o Walter Giesekin, fino al più vicino ai nostri giorni Radu Lupu. Tutti esecutori che pongono la ricerca sul suono al primo posto, prima di ogni virtuosismo tecnico. Suono inteso in senso volumetrico, spaziale e soprattutto intimo e interiore. Musica come fonte di vita e godimento estetico, come nei giardini Murmura, dove, a emergere dal silenzio, non erano solo suoni, ma anche canti di upupe cicale e colombe, all’unisono con i capolavori pianistici eseguiti. Il pubblico è stato dunque traghettato nei misteriosi territori dell’ultimo Beethoven, con la Sonata op.109, scritta in anni in cui il genio germanico era in cerca di altre vie. Esaurita ogni risorsa armonica e timbrica già esperita, Beethoven approda alle soglie del silenzio e partorisce una tessitura musicale non più imbrigliabile nello schema della Forma-Sonata, avvicinandosi incredibilmente e in modo inatteso a quella che domani sarebbe stata la Musica Nuova. Eugene si è spinto poi fino a inebriare l’ascoltatore con i morbidi panneggi e le impressioni cromatiche di Claude Debussy, passando per il denso universo ritmico di Prokofiev fino, al lirismo puro della Mazurka di Chopin num. La performance si chiude in un interminabile attimo di silenzio, tensione drammatica e scioglimento finale; lasciando tutti interdetti e ammirati. In attesa di una nuova iniziativa dell’Associazione Pro Fondazione Antonino Murmura. Ossigeno alla vita di cui tutti noi abbiamo bisogno, per renderla sensibile e migliore.