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A ottobre pronta la struttura per la Cattedrale vegetale di Giuliano Mauri

Dopo la monumentale installazione di Christo, ecco spuntare in Italia una nuova opera di Land art, questa volta sulle rive dell’Adda. Si tratta della Cattedrale vegetale progettata interamente da Giuliano Mauri, artista di Lodi scomparso nel 2009. Realizzata con un’antica tecnica di intrecci, conta 108 colonne di legno che guideranno la crescita di 108 querce. Il termine della costruzione della struttura è ottobre 2016 ma la crescita avverrà in 20 anni quando gli alberi non avranno più bisogno delle impalcature di legno e cadranno da sole. Un’operazione dai tratti ecologisti che ricorda quella iniziata da Joseph Beuys, quando nel 1982 a Documenta presentò 7000 querce. Più concettuale e utopica di quella di Mauri, l’azione consisteva nel disseminare lastre di basalto davanti al Museo Federiciano di Kassel, e chiunque, versando una somma di denaro avrebbe potuto adottare una pietra e la somma ricavata sarebbe servita a piantare una quercia. La Cattedrale di Mauri, invece, a breve si potrà davvero ammirare e occuperà un’area di 1.618 mq, lunga 72 metri e larga più di 22. Fortemente voluta da tutta la famiglia di Mauri, l’opera è realizzata con il patrocinio della Triennale di Milano, sotto la direzione artistica dei due figli maschi, Mauro Mauri e Roberto Mauri e sotto la curatela della nipote Francesca Regorda, nel completo rispetto dell’idea originaria dell’artista: creare un luogo in Lombardia di contatto con la natura, un ritaglio di paradiso che consenta di isolarsi dalla frenesia della città. Info: www.giulianomauri.com

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