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Pokémon Go In Syria, un progetto fotografico che unisce Pokémon e foto di guerra

Più che virtuale, sembra diventata surreale la Pokémon Go mania che in pochissime settimane ha conquistato il mondo con il celebre grido di battaglia “gotta catch ‘em all”. Insieme ai consensi, il nuovo videogioco basato sulla realtà aumentata si è attirato anche numerose critiche, prima fra tutte quelle da parte di Auschwitz e dal museo dell’Olocausto di Washington, luoghi che la Nintendo non aveva escluso dalla forsennata caccia ai mostriciattoli in 3D. Proprio sulla scia di queste polemiche, Khaled Akil, artista di Aleppo, ha realizzato un progetto fotografico intitolato Pokémon Go In Syria – Part 1, che comprende una serie di fotomontaggi che mettono insieme gli scatti di un Paese coperto dalle macerie della guerra, la Siria, e i protagonisti della app più famosa al mondo. Una contraddizione inquietante che sta già facendo il giro del web, soprattutto su Twitter, attraverso foto di bambini siriani che hanno scritto su fogli, accanto alle immagini dei Pokémon, “Trovateci e salvateci”. 

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