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L’Aniene apre le porte all’arte

Il Circolo Canottieri Aniene ha aperto per la prima volta nella sua storia le porte all’arte contemporanea. Lo storico circolo capitolino martedì 17 maggio ha catalizzato l’attenzione di molti addetti ai lavori del settore ospitando la mostra del giovane artista Tindar, che ha fatto da cornice alla presentazione del libro di Guido Talarico Manuale semplice di arte contemporanea edito da Rubbettino. Il direttore ed editore di Inside Art nella sua pubblicazione ha raccolto, in termini semplici e con un linguaggio divulgativo e accattivante, le principali tappe della storia dell’arte contemporanea internazionale, riuscendo in un’impresa editoriale molto ambiziosa e utile: quella di fornire un supporto letterario e una funzionale guida teorica a tutti gli appassionati di arte contemporanea, un numero di persone sempre in crescita ma privo di quel nozionismo basilare per potersi orientare nella materia senza confondersi né rischiare di fruire solo parzialmente dei benefici culturali e intellettivi dell’arte.
Come ha specificato anche l’autore «l’arte contemporanea è un importante strumento di espressione, di comunicazione oltre che una valida opportunità di investimento. È necessario però approcciarsi all’arte in maniera consapevole. La mia opera letteraria si propone proprio questo obiettivo: democratizzare il più possibile l’accesso all’arte contemporanea, talvolta ritenuta da molti inaccessibile, proprio a causa di una carenza conoscitiva. La conoscenza è libertà. E il mio libro trae spunto da questa convinzione».

Ad accompagnare Guido Talarico in questa presentazione, oltre al padrone di casa Giovanni Malagò, presidente del Coni e del Circolo Canottieri Aniene, e a Luigi Bonito, responsabile culturale del Circolo nonché tra i principali promotori dell’iniziativa, sono stati Emmanuele Emanuele, presidente della Fondazione Roma nonché uno dei principali promotori di arte e cultura nella città di Roma, e Federica Pirani, direttrice del Macro e protagonista, insieme a una generazione di validi dirigenti culturali romani, di un rilancio della scena contemporanea capitolina. Entrambi sono anche uniti dalla condivisione di un progetto ideato molti anni fa proprio da Guido Talarico e che ha rappresentato il filo conduttore dell’evento di ieri: il Talent Prize, il premio di arte contemporanea dedicato ai giovani artisti, quest’anno alla nona edizione (per iscriversi: www.talentprize.it), di cui la Fondazione Roma è storica sostenitrice sin dalle prime edizioni e Federica Pirani è membro della prestigiosa giuria. Non solo. Il connubio con Tindar è nato proprio attraverso il Talent Prize, di cui è stato finalista nell’edizione 2015.

Al giovane artista originario di Milano, che ha affascinato gli ospiti dell’incontro con le sue opere che riflettono sulla natura, sulla religione e sull’Uomo, è stato consegnato il Premio Arte C.C Aniene. Le sue opere hanno convinto per la loro profondità e attualità, per la riflessione sulla natura e per l’abilità del suo segno. Il segno è, infatti, il mezzo con cui Tindar ha maggiore confidenza e al quale si affida per esprimere ciò che prova. Come ha detto lui stesso «rappresenta lo strumento principale di traduzione in forma di ciò che percepisco». Una caratteristica, questa, che emerge molto chiara nelle sue principali e monumentali opere, come Presa di coscienza sulle religioni, un grande trittico raffigurante delle radici che uniscono, simbolicamente, i testi sacri delle principali religioni monoteiste, di cui alcuni tratti sono iscritti sulla tela. Un artista il cui talento è già noto ai più, viste le sue partecipazioni ad alcune delle più autorevoli selezioni di talenti, come la Start Art Fair alla Saatchi gallery di Londra, la Ya Art Fair di Parigi e, appunto, il Talent Prize di Roma (edizione 2015).

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