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Trump nudo, gli Usa non ci stanno

Quando arte, politica e diritti civili riescono a condensarsi in un’opera provocatoria e diretta, ancor meglio se circondata da una certa aura di disagio dell’artista, la risposta del mercato è garantita. Chissà se Illma Gore immaginava che la sua opera Make America Great Again avrebbe toccato certe cifre. Andiamo per ordine. La Gore, disgustata da uno scambio di doppi-sensi su proporzioni di mani e genitali tra Trump e Rubio in Virginia, l’ennesimo dopo altre innumerevoli dichiarazioni sessiste di Trump, decide di dipingere Make America Great Again presentando il dipinto con questa motivazione: «È stato creato per scatenare una reazione, buona o cattiva, sull’importanza eccessiva che diamo alla nostra fisicità. I genitali non definiscono il nostro potere, il nostro sesso o il nostro status sociale. In pratica, puoi essere un enorme cazzone a prescindere da quello che nascondi nei tuoi pantaloni».

Il dipinto ritrae il candidato repubblicano alla Casa Bianca nudo, intento a pronunciare qualcosa, con la solita chioma dorata e lo sguardo aggressivo e saccente, le braccia e le gambe in una posa fiera e un micropene, Una volta pubblicata su Facebook, l’opera manda in tilt la rete: condivisa 260 mila volte prima di essere bannata definitivamente ha scatenato le ire dei sostenitori di Trump, che hanno persino minacciato di morte la Gore. Nuovamente bloccata al tentativo di vendita su Ebay e osteggiata su tutti i fronti per qualsiasi iniziativa negli U.S.A., l’artista vola fino a Londra e dall’11 aprile espone il quadro  alla Mayfair Gallery, invitata dalla gallerista Cordelia de Freitas che ha fiutato subito le potenzialità del dipinto: «Illma Gore è un astro nascente dell’arte contemporane, il suo lavoro è riuscito a unire provocazione, politica e intimità, arrivando a diventare un’arma potentissima che esercita la sua influenza nella corsa alla Casa Bianca. Si tratta di un pezzo chiave per la storia delle battaglie presidenziali degli ultimi anni, che Trump vinca o meno».

Inutile a dirsi, in UK la mostra ha avuto un successo incredibile di pubblico e la quotazione ha raggiunto in pochi giorni il milione di dollari. Ma le vicissitudini in patria non sono terminate, così al ritorno dalla mostra inglese una settimana fa, Illma Gore è stata aggredita a Los Angeles da un automobilista che l’ha colpita con un pugno all’occhio destro al grido di «Trump 2016!». Più agguerrita di prima, la giovane promette di non fermarsi più e mostrando sui social il suo occhio tumefatto annuncia di volere proseguire con un altro dipinto su Ted Cruz, nonostante quest’ultimo si sia ritirato il 3 maggio scorso. Staremo a vedere.

Info: www.illmagore.com

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