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Un Varco oltre il centro di Roma

Con una nuova sede espositiva al Pigneto, Visiva, polo culturale nato in Via Assisi nel 2007, conferma il suo progetto di portare l’arte oltre il centro storico della Capitale. Sabato 15 Aprile ha inaugurato Oltre Collage, mostra itinerante dedicata ad un collettivo di 14 artisti italiani collagisti, aprendo la stagione primaverile di Varco, nuovo cuore pulsante del Pigneto. Lo spazio, un’ex fabbrica di tessuti, non è ancora stato ufficialmente inaugurato ma ha già ospitato diversi eventi e si candida a diventare un nuovo centro culturale, ma soprattutto un angolo di natura da restituire al quartiere. Per l’occasione, abbiamo intervistato Auronda Scalera, direttrice artistica. 

Cos’è Varco?
«Varco è un progetto di Visiva che come con l’esperienza precedente, vuole restituire alla città gli spazi abbandonati. L’intenzione è quella di conquistare nuovi quartieri, sempre più periferici, spingendoci fino a Centocelle. Il Pigneto non è più una periferia da tempo, ma sicuramente è un luogo in cui si respira il desiderio della città di riappropriarsi di spazi da vivere. Ci piacerebbe aggiungere a questo percorso nuove tappe, da inaugurare ogni di cinque anni. Nelle zone in fermento riesci a trovare tante risposte, quando si parla di arte, per questo siamo aperti soprattutto ad artisti emergenti, chiaramente non escludiamo quelli già storicizzati ma l’attenzione verso chi deve ancora essere scoperto è maggiore».

Quindi una nuova realtà espositiva per il Pigneto, dove gli spazi riservati all’arte ultimamente erano diminuiti sensibilmente, rimpiazzati da bistrot e paninoteche.
«Le gallerie di Varco, in realtà, saranno due. La seconda è in via di ristrutturazione. La grande attrattiva sarà senz’altro il giardino: uno spazio aperto al quartiere, allestito con alberi e panchine, dove gli abitanti potranno venire anche a trascorrere il tempo libero, a prescindere del loro interesse per le mostre in corso. Vorremmo anche piantare dei pini, che per questo luogo hanno un significato fondamentale. La natura avrà un ruolo importantissimo, centrale: assieme all’arte vorremo restituire anche un angolo di verde aperto a tutti».

Chi è Varco? Come mai l’avete chiamato così?
«Varco siamo io e Massimo Ciampa, più uno staff curatoriale internazionale e uno di comunicazione. Quando siamo entrati nello spazio non ci eravamo accorti della presenza di un pozzo, Massimo ha aperto una botola, che in seguito abbiamo scoperto essere collegata ad una falda acquifera. Un varco, appunto! Forse tanti anni fa questo era un luogo importante per la comunità, e molto probabilmente ospitava anche un giardino. Vorremmo riportarlo esattamente allo spirito originario, cioè quello di un luogo aperto dove venire liberamente e allo stesso tempo, renderlo un giardino dove coltivare il seme della creatività dei nostri artisti».

C’è qualche altra mostra in programma nei prossimi mesi?
«Presto ospiteremo una mostra di Neve, poi un’altra collettiva, questo fino a fine Giugno. Inoltre ci stiamo aprendo al Cinema, via Fanfulla è una strada importante per il cinema qui a Roma. Siamo in ascolto, abbiamo un dialogo aperto con gli abitanti, per noi è importante caratterizzare lo spazio anche tenendo conto dei suggerimenti di chi abita qui».

Raccontaci qualcosa di Oltre Collage, bisognerà affrettarsi perché è in mostra solo fino al 21 Aprile.
«Si, perché è itinerante, quella di Roma è una tappa successiva a quella di Milano, precede quella londinese. Il collettivo è giovanissimo: si è formato un anno e mezzo fa. Assieme all’altra curatrice, Isabella Genova, siamo rimaste affascinate dall’idea di riproporre il collage perché è un’arte analogica, che si distingue in questo fiume di immagini digitali. Gli artisti sono veri e propri archeologi dell’immagine, tagliano ogni singolo pezzo partendo dalla carta, anche le fotografie che in qualche caso sono state scattate appositamente per realizzare l’opera e stampate solo per essere tagliate».

Come avete selezionato il collettivo?
«In Italia non c’era niente di simile, l’abbiamo scoperto grazie ai fondatori Franz Murtas, Walter Paganuzzi e Beatrice Squitti. Molti di loro sono all’opera da parecchi anni, sono personaggi poliedrici, nella vita oltre a realizzare i collage tanti si occupano di musica, o lavorano con la grafica e l’illustrazione, gli artisti in mostra cambiano di tappa in tappa. Il mondo dei collagisti nasconde un fermento insospettabile ed è pieno di sfaccettature». 

Proprio come le metafore che si possono intuire nelle opere di Oltre Collage: psichedeliche, multiformi, piene di suggestioni sospese tra passato e futuro. Proprio come Varco, verrebbe da dire.

Fino al 21 Aprile, Varco, Via Fanfulla da Lodi 1; Info: www.visiva.info/jm

 

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