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Al Mata una mostra sull’intangibilità della Media Art: Effimera, con Eva e Franco Mattes, Carlo Zanni e Diego Zuelli

Inaugura oggi alle 18 la nuova mostra al Mata di Modena dal titolo Effimera, con le opere di alcuni artisti italiani nati negli anni Settanta. Si tratta di Eva e Franco Mattes, Carlo Zanni e Diego Zuelli, le cui opere vengono poste in dialogo tra loro e nella loro forma aperta di piattaforme, esistenti e viventi sul web. Un percorso espositivo che suggerisce riflessioni sul senso dell’effimero. Il titolo della mostra, infatti, trae spunto da Ephemera, nome della specie animale cha vita più breve sulla terra: è un curioso insetto acquatico (simile a una libellula) la cui esistenza dura all’incirca un’ora e mezza. Il tutto come monito dell’intangibilità di alcune operazioni artistiche inserite nel grande bacino della New Media Art. La mostra è curata da Fulvio Chimento e Luca Panaro.

Il sottotitolo, invece, Relazioni disarmoniche, si riferisce al rapporto tra la fruizione dell’opera e lo spettatore. Per comprendere i lavori di artisti che utilizzano i differenti linguaggi dell’arte, soprattutto quelli tecnologicamente più avanzati, bisogna innanzitutto rintracciare le relazioni che coinvolgono le singole componenti dell’opera con il suo intero corpo. Questo tipo di analisi, non conduce sempre ai risultati sperati, esistono, infatti, precise problematiche interpretative per l’osservatore: la conoscenza teorica dei mezzi utilizzati dagli artisti, oltre alla tendenza innata della mente umana nel ricercare valori stabili in ciò che è visibilmente manifesto. L’estrema evidenza di alcune componenti dell’opera rispetto ad altre può confondere e innescare false percezioni; bisogna quindi superarsi per ”vedere attraverso”, indagare il campo del non detto, della comunicazione invisibile, dei vuoti e delle distanze cognitive.

Fino al 22 maggio
Info: http://www.mata.modena.it

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