Ultimora

Crowdarts, il primo crowfunding europeo dedicato alle arti performative

Crowdarts è il nome di una nuova piattaforma di finanziamento crowfunding, il primo in Europa dedicato alla arti performative. Un progetto tutto italiano, come il recente BeArt, nato a Firenze da un’idea della fondatrice Serena Telesca e dal co-fondatore Luigi Telesca. L’obiettivo è chiaro: raccogliere fondi e finanziare non solo progetti ancora in cantiere ma anche progetti già realizzati (spettacoli, formati editoriali, progetti educativi, film, video, festival, web e supporti tecnologici) con lo scopo di reinventare i codici tradizionali di finanziamento e sviluppare così nuovi spazi di sostenibilità artistica e di divulgazione della cultura. Praticamente sono previste tre sezioni: Campagne di produzione, dove è l’artista che presenta il suo progetto, Crowdshow in cui l’organizzatore e il cittadino possono proporre un’idea e Marketplace un agorà virtuale destinata alla creazione di connessioni fra artisti, luoghi e professionisti. Due invece sono i modelli di finanziamento: Tutto o niente, in cui l’artista prende i guadagni alal fine della campagna e solo se questa è riuscita mentre Crowdar trattiene il 5 % del totale. Il secondo modello è Prendo tutto dove non è importante arrivate al goal ma allo scadere della campagna l’artista riceve quanto è riuscito ad accumulare e in questo caso Crowdar trattiene il 7%. Info: www.crowdarts.eu

Commenti

  • freddbomba

    “Crowdarts trattiene una commissione del 7% dal finanziamento sulla totalità dei fondi raccolti durante la campagna, indipendentemente dal fatto che la campagna sia riuscita o meno. PayPal addebita una commissione del 3,4% tassa + 0,35 € per transazione, da aggiungere alla commissione trattenuta dalla piattaforma.”

    Scusate ma non e’ meglio vendere i biglietti? Tanto alla fine vengono solo parenti e amici lo stesso (questo e’ sarcasmo).
    Perché’ farsi fare una cresta del 10 e rotti percento dagli americani? Si aggiunga il 22% di IVA, le regole sulla mescita, il costo dello spazio, le mischiate sull’occupazione di suolo pubblico e l’EMPALS…

    Non sarebbe meglio fare una seria battaglia per detassazionee deregolamentazione degli eventi artistici?