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Eros italiano a Berlino

Luisa Catucci, italiana fondatrice della galleria berlinese Cell63, non usa mezzi termini per condannare l’immagine dell’Italia emersa dai fatti politici degli ultimi 25 anni: volgare, sessista e maschilista. Alle cadute di stile di un Paese al centro dei troppi scandali che hanno offuscato il lato artistico-culturale della sensualità italiana, la gallerista ha risposto coinvolgendo 16 artisti per la collettiva Svelata/Unveiled: una raffinata selezione di opere dedicate alle mille sfaccettature di Eros.
L’opening della mostra – sabato 5 marzo – è stato un grande successo e ha ospitato la performance di Marta Lodola, che avvolgendo tutto il suo corpo con filo rosso di lana ha trasformato la sua identità in un carico di energia, stretta nell’eterna lotta tra eros e pericolo.
Abbiamo intervistato la Catucci, che è anche artista e curatrice della mostra.

Dietro Svelata/Unveiled c’è un messaggio forte per il nostro Paese, come mai hai pensato di realizzare questa mostra? «Una personale voglia di rivincita. Rivincita sull’orribile immagine sessista, maschilista e volgare uscita dal nostro paese in particolar modo negli ultimi 25 anni. Una vendetta sul bunga bunga. Siamo il popolo di Boccaccio! Di Lucrezia Borgia! Di Casanova! Di Valentino! Di Crepax! Bisogna ricordarlo. Agli altri, ma per primi a noi stessi».

Quali sono le caratteristiche della scena artistica/erotica berlinese?

 «Malauguratamente, non sono particolarmente informata sulla scena dell’arte erotica di Berlino. Sicuramente la città è molto libera in quanto a sessualità ed erotismo: nell’ambito del consenziente nulla è proibito, illegale o posto a giudizio. La sessualità viene vissuta dalla maggior parte dei cittadini in maniera libera ed aperta, come è giusto che sia. Il fatto che ci siano numerosi locali erotici, molti non propriamente tali ma ugualmente attrezzati con dark rooms e simili, la prostituzione legale, i movimenti femministi, gay e per la parificazione sessuale attivi, moltissimi centri di medicina alternativa che organizzano seminari, corsi ed approfondimenti sulla sessualità e l’espansione della conoscenza di sé, una fiera sul sesso credo due volte l’anno, numerosi sexy shop fair trade e politicamente attivi, aiuta a viversi serenamente chi siamo e la nostra sessualità».

Tra i sedici artisti coinvolti, quali hanno realizzato un’opera appositamente per Svelata? «Oltre ad Alessia Cocca, Michele Guidarini, Darkam, Marinatonietta Bagliato, io stessa ho realizzato un’opera, Marta Lodola ha sviluppato la sua performance appositamente per noi, mentre Turi Avola ha progettato e realizzato una nuova ed unica installazione per presentare i suoi scatti (pre-esistenti). In ogni modo in quanto curatrice ho lavorato con ognuno di loro sulla selezione dei lavori e sulla presentazione. Alessia Cocca, Laura Gianetti e Danilo Pasquali sono stati di fondamentale aiuto durante l’allestimento. La mia Cell63 è d’altra parte una artPLATFORM, dove senza dubbio si espone professionalmente, ma dove artisti, performer, designer e curatori lavorano e creano insieme. Per questa mostra posso ammettere di essermi davvero divertita e che è stato un reale piacere lavorare con ognuno degli artisti partecipanti. Bravi, professionali e simpatici, cosa potrei chiedere di più? Sono proprio felice».

Fino al 23 Aprile 2016
Cell 63 Artplatform – Allerstr. 38 12049, Berlino
Info: www.cell63.com

 

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