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Il direttore della National Gallery: «Dovremmo avere il diritto di andare oltre l’arte del ’900»

La National Gallery di Londra dall’estate scorsa ha un nuovo direttore. Si chiama Gabriele Finaldi, storico dell’arte di padre napoletano nato a Londra, e, da quando è alla guida di uno dei più importanti musei del mondo ha puntato tutto su un concetto fondamentale, quello della modernizzazione e rinnovamento del museo, lo stesso concento che aveva messo in atto durante la sua precedente vicepresidenza al Prado di Madrid. Ora che sono passati sei mesi dalla sua nomina, Finaldi mostra di voler fare sul serio, rendendo pubblica la sua volontà di allargare la collezione del museo oltre il 1900. «Il Novecento sembra diventare sempre più remoto e meno significativo come spartiacque della storia dell’arte – ha dichiarato Finaldi alla rivista Art Newspaper – è frustrante, per noi, arrivare fino al 1900 e non poter andare oltre». Le competenze storico-artistiche dei musei, fino ad ora a Londra ben separate tra Tate Modern, Tate Britain e National Gallery, verrebbero così ad avere confini sempre più labili. La volontà di accogliere acquisizioni di opere datate ai primi del XXesimo secolo fino alla Seconda guerra mondiale inserirebbe quindi un nuovo confine temporale. La manovra dovrebbe cominciare, a detta di Finaldi con la possibilità di inserire un artista come Picasso: «che ha attraversato la fine del diciannovesimo secolo e ha compiuto una serie di incredibili trasformazioni sino a diventare una figura di primo piano del ventesimo secolo». 

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