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Muvir, il museo dell’ABI

C’era una volta lo splendore del Rinascimento italiano. Periodo d’oro in cui la bellezza artistica del Belpaese coincideva con la sua prosperità economica, diffondendo riverberi di sé in tutta Europa. E c’erano anche mecenati e banchieri, veri padri d’una spinta propulsiva senza precedenti per la civiltà italiana, uomini d’affari capaci di insegnare al mondo il proprio mestiere e i benefici della liberalità. I frutti di questa luminosa tradizione giungono fino a noi e animano il MUVIR, museo virtuale dell’ABI (Associazione bancaria italiana) che inaugurerà a maggio, offrendo alla vista di tutti i mille tesori che gli istituti di credito nostrani raccolgono e custodiscono da secoli.

Leon Battista Alberti scriveva che il mercante-banchiere deve avere sempre le mani macchiate di inchiostro, non solo per compilare libri contabili ma anche per annotazioni e riflessioni sugli uomini, sulla natura e sull’arte. Il MUVIR mette a disposizione in rete più di trecentomila opere visibili in una piattaforma digitale bilingue, inglese e italiano, con tanto di schede con informazioni storico-artistiche e fotografie di altissima qualità. Si tratta di una realtà in fieri, che, per ora, vede coinvolte le collezioni di 20 banche. Raccolte multiformi, che passano dalle creazioni pittoriche agli arazzi, dalle sculture ai più preziosi esemplari di numismatica. Un progetto unico nel suo genere, destinato a fare scuola, fortemente determinato a fare rete con gli altri musei, italiani ed internazionali. Nonché a confluire all’archivio di dati di Europeana.

I principi che strutturano l’iniziativa sono quelli imprescindibili di tutela e conservazione. L’originalità dell’impianto del Muvir risiede nella possibilità concessa al visitatore di costruirsi da solo il proprio percorso museale. Ognuno sarà dunque curatore della propria mostra e si organizzerà la sua promenade a piacimento, immerso nel bello. Come i grandi committenti del Rinascimento, le banche d’oggi considerano le opere d’arte, ma in genere il sostegno a tante iniziative di cultura elargite in modo capillare in tutti i campanili d’Italia, come un’opportunità unica per incidere sul territorio ed esprimere l’identità del genius loci attraverso il valore simbolico ed inestimabile dei beni immateriali dell’umanità. Da mecenati i banchieri sono diventati dunque operatori culturali, come si può ammirare nell’intenso itinerario tra gemme di cultura varia lungo tutto lo Stivale, ordito da Costantino D’Orazio nel libro La cultura delle banche oggi, edito da Il Mulino: una panoramica rappresentativa delle multiformi attività di sostegno volute dalle banche italiane, tra arte spettacolo editoria musica letteratura o folklore. Il libro nasce grazie al censimento effettuato da ABI tra più di 2.500 iniziative artistico- culturali promosse nell’anno 2013, scelto come campione. Da notare che molte opere delle collezioni sono oggetto di prestiti in musei e mostre importanti nel mondo.

«Sono convinto che un compito delle banche, oltre al principale, quello di favorire lo sviluppo economico dell’Italia attraverso il credito alle imprese e alle famiglie, sia di partecipare alla costruzione di un Paese che valorizza e diffonde la propria tradizione di arte, bellezza e cultura. Continueremo a farlo con rinnovato impegno- scrive il Presidente dell’ABI Patuelli nell’Introduzione al volume, giustamente sottotitolato La cultura elemento costitutivo delle banche in Italia. Non bisogna dimenticare l’impegno delle banche a preservare i paesaggi urbani e rurali italiani, tenendo sempre a mente ciò che scrisse Stendhal: “chi non ha compiuto un viaggio in Italia soffrirà inesorabilmente di un complesso d’inferiorità».

Alla presentazione del progetto MUVIR il Ministro dei beni e delle attività culturali esprime riconoscenza per il sostegno fornito dagli istituti dell’ABI, spesso impegnati in fertili sinergie con le istituzioni a sostegno della cultura. E si lancia in un annuncio allettante: «Il Muvir – ha detto Franceschini – è un’idea molto innovativa, bella, importante. Questa operazione mette a disposizione del mondo la possibilità di conoscere il patrimonio. Mi piacerebbe che ci fosse un luogo fisico in cui queste collezioni fossero visibili». «Stiamo ragionando su un posto – ha concluso il ministro – che potrebbe essere la reggia di Venaria, in cui ci sia la possibilità di vedere a rotazione queste collezioni. Ci stiamo lavorando e potrebbe essere una delle tante cose importanti che potremo fare insieme».

Info: www.muvir.eu

 

 

 

 

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